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No vecchia Juventus: non è così che si gioca, si fa e si vince in Champions League

 

 

 

 

No, cara vecchia Juventus: non è così che si gioca e vince in Champions League, soprattutto quando il tuo avversario è il Real Madrid.

Allora detto che è doveroso sottolineare che gli spagnoli, in tutto è per tutto sono superiori ai bianconeri italiani, ecco, mister Massimiliano Allegri, qualcosina ha sbagliato. Ma non è il solo il trainer (a giugno lascerà la panchina a Simone Inzaghi?) ad aver sbagliato prospettiva.

Comunque il modulo adottato nel quarto di finale d’andata, vale a dire uno strano 4-4-2, a questa Juve decisamente non si addice. Poi Matuidi (esperto) e Rugani (se non è un buon giocatore perché tenerlo?) in panchina tuttora gridano vendetta, e resta maledettamente strano, ritornando alla pura tattica dei numeri, aver rinunciato subito al 4-3-3 che magari, ai madrileni (il centrocampo era tutto loro) avrebbe provocato qualche grattacapo. No?

Questo per quanto riguarda l’aspetto puramente tecnico è quanto. Ora passiamo al fronte societario che tante responsabilità su questo ennesimo flop juventino europeo, più cha ad Allegri vanno attribuite al deus ex machina Marotta.

Sì il calciomercato 2017 – 2018 del tutto non ha convinto, non convince e non convincerà dato che Bonucci non è stato degnamente sostituito (discorso analogo vale per i vari Vidal e Pogba ceduti in epoche diverse), Barzagli (per carità con tutto il rispetto) avrebbe bisogno di pensione e non di rinnovi, Douglas Costa  (bello ma poco utile) poteva pure restare dov’era e … Pjaca non andava ceduto in prestito a gennaio. Non dimentichiamo, per chiudere, che … manca un vero vice Higuain (coi soldi che è costato forse si poteva provare a prendere Icardi) e che De Sciglio non è il fenomeno in grado di accendere la rispettiva fascia destra sul rettangolo verde. Che ne dite voi?

C’è infine un mantra psicologico negativissimo che, inutile negarlo, in Champions League avvolge, abbatte, annienta e travolge la Vecchia Signora d’Italia,senza tralasciare la stranissima negatività che, dallo scorso aprile 2017, vale a dire da quando scombussolò nella partita d’andata il Barcellona, mah si è portata via Dybala e ancora non l’ha restituito. Già dov’è finito il fantasista argentino? E… se veramente si voleva provare a vincere la Champions in questi anni, beh come mai non si è allentata la presa, eventualmente cambiando preparazione o facendo turn over, in campionato?

Stefano Mauri

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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