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Torino: esonerato il (fu) mister Miahjlovic arriva il “ritrovando” Mazzarri

 

 

 

Allora Sinisa Miahjlovic (nota a margine: fino a qualche anno fa era considerato uno dei migliori tecnici sulla piazza, ma da qualche mese è in regressione e pare essersi perso, ndr) non è più l’allenatore del Torino. Fatale per lui è stato l’ennesimo derby, nella fattispecie quello dolorosissimo di Coppa Italia, perso malamente con la pur forte Juventus.

Una campagna acquisti avvallata ma un pochino sballata, atteggiamenti tattici poco chiari (assurdo per certi versi l’avvallarsi di un strampalato 4-2-3-1 ad un più consono, ma molle 4-3-3), dichiarazioni choc – roboanti stonate, l’infortunio lungo di Belotti: queste le colpe attribuibili a Miahjlovic, allenatore in ricerca d’autore che, qualora si ritrovasse, ecco su qualche panchina arrembante all’estero o, perché no, sulle “panche” della Lazio e del Napoli se tra qualche mese dovessero cambiare strade tecniche, beh forse non sfigurerebbe. No?

Chi al suo posto? Arriva quel Walter Mazzarri smarritosi e, ancora alla ricerca del sé stesso professionale, nelle nebbie milanesi nerazzurre dell’Inter (tanto … ormai) tempo fa.

E, o meglio, può essere l’arrapante (con Livorno, Reggina, Sampdoria e Napoli fece cosette straordinarie) in cerca di arrapamentoMazzarri il coach giusto per il Torino formato 2018 caro al presidentissimo (punta forse ad entrare in politica?) Urbano Cairo? Lo scopriremo probabilmente solo vivendo, ma il Walterone i numeri per far bene all’ombra granata della Mole, in fondo li ha tutti. Che ne dite?

Stefano Mauri

 

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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