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Politicamente scorretto

 

Per motivi di tempo, di vista, di voglia, ho fatto un abbonamento per ricevere il quotidiano La Repubblica in formato digitale. La mattina sul balcone, con un caffè fumante, scorro le prime pagine. Sembra sempre lo steso giorno.
La politica la fa da padrone. E’ una dittatura giornalistica.
E se ieri c’era un’intervista a Renzi che sosteneva di essere l’unico rappresentante della sinistra in Europa, oggi c’e Veltroni che ne critica le strategie. E poi Berlusconi che si vuole alleare con Salvini e Pisapia che fa l’offeso. Grillo che bestemmia e le sovvenzioni elettorali alla Raggi.
In particolare si ragiona su come poter vincere le elezioni, non su come amministrare meglio il paese. Tutte strategie per ottenere una poltrona. I problemi si affronteranno poi, con il LORO stipendio assicurato.
Repubblica è lo specchio dei tromboni, degli illusionisti, dei bari. Repubblica è l’Italia vista dal basso.
Al diavolo che la sconfitta della Juve arrivi ai titoli di coda, che la moda vinca sulla cultura.
La politica mi ha rotto il cazzo. Sono stato un militante leghista, poi un 5 stelle, poi definitivamente di sinistra, finché questa è esistita.
Ora sono disincantato. Stanco delle lotte di potere ai piani alti. Dei Renzi, dei Salvini, di Repubblica.
Questo paese funzionerà meglio se la politica, sui quotidiani, verrà confinata nelle ultime due pagine, dopo i risultati dell’ippica, dopo la guida TV.
Che è il posto che merita.
La gente non legge più i giornali perché è stanca.
Meglio mettere il resoconto del Grande Fratello Vip in prima pagina.
Almeno il rincoglionimento collettivo rimarrà invariato.
Rendiamo alla gente comune le proprie priorità, i propri biSOGNI.
Riprendiamoci la Repubblica.

“Io se fossi Dio dall‚alto del mio trono
direi che la politica è un mestiere osceno
e vorrei dire, mi pare a Platone
che il politico è sempre meno filosofo
e sempre più coglione.
E’ un uomo a tutto tondo
che senza mai guardarci dentro scivola sul mondo
che scivola sulle parole
e poi se le rigira come lui vuole.

Signori dei partiti
o altri gregari imparentati
non ho nessuna voglia di parlarvi
con toni risentiti.
Ormai le indignazioni son cose da tromboni
da guitti un po’ stonati.
Quello che dite e fate
quello che veramente siete
non merita commenti, non se ne può parlare
non riesce più nemmeno a farmi incazzare.
Sarebbe come fare inutili duelli con gli imbecilli
sarebbe come scendere ai vostri livelli
un gioco così basso, così atroce
per cui il silenzio sarebbe la risposta più efficace.”

GIORGIO GABER

 

Alex Rebatto 

Chi è Alex Rebatto

Alex Rebatto, classe 1979. Ha collaborato nei limiti della legalità con Renato Vallanzasca ed è stato coautore del romanzo biografico “Francis”, sulle gesta del boss della malavita Francis Turatello (Milieu editore), giunto alla quarta ristampa. Ha pubblicato il romanzo “Nonostante Tutto” che ha scalato per mesi le classifiche Amazon. Per Algama ha pubblicato il noir "2084- Qualcosa in cui credere"

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