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Gilardino dice no alla Cremonese? Arvedi rifà lo Zini, la Cremo è pronta

 

 

 

 

Nobile decaduta, la Cremonese fresca di promozione in serie B, sì grazie al generoso Cavalier Arvedi, patron fenomenale (in tutti i sensi), ecco può guardare con sereno, proficuo ottimismo al domani e alla prossima annata agonistica.

Sulla carta, l’obiettivo massimo è disputare un campionato tranquillo. Ma volare lassù dove osano le aquile … nella parte alta della classifica, certamente non è, udite, udite… utopia.

Del resto la proprietà è solida, florida e ambiziosa, la rosa è valida e … mister Attilio Tesser, allenatore tanto bravo, quanto forse un pochino sottovalutato dai media, dopo aver fatto anni fa il salto doppio (cioè dalla Lega Pro alla serie A) col Novara, beh sa come ci si comporta nella Cadetteria del Pallone. No?

Intanto, nonostante i buoni uffici della moglie cremonese Docg e SensualRock, Gilardino, respingendo tra l’altro al mittente un biennale da 500mila euro l’anno, di fatto ha detto no (ricambiato?) alla Cremo. Nessun problema comunque, che probabilmente, per Tesser il “Gila” (quasi veneziano per amicizia con l’ex collega Pippo Inzaghi) non era manco la prima scelta.

A margine di questioni prettamente calcistiche intanto, Arvedi, Re dell’Acciaio, imprenditore sul pezzo e lungimirante, dopo aver sfiorato per un soffio l’opportunità di acquisire (un peccato perché avrebbe fatto solo bene in Puglia il buon Giovanni Arvedi) con altri soci, l’’Ilva di Taranto…  ha spostato il tiro sulla restaurazione ordinaria e straordinaria, tutta a sue spese per la cronaca, dello storico, affascinante, vecchio, evergreen, leggendario stadio Zini di Cremona.

Così dopo aver un centro sportivo da serie A, aspettando di tornarci prima o poi, la mitica Cremonese avrà uno stadio da sogno. E da lassù, Ugo Tognazzi, acuto simpatizzante dei colori grigiorossi, guardando in basso, contento starà sicuramente strizzando l’occhio verso la sua città d’un tempo, nonché Capitale delle Tre T (Torrone, Torrazzo e Tette).

Stefano Mauri

 

 

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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