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Gli innumerabili bastardi di Flavio Caroli

 

Sull’altro ramo del Lago di Como è iniziato il 17° Festival della letteratura, Parolario. A Villa Olmo a Como, Cernobbio e Brunate le giornate sono dense di eventi culturali di alto livello. Tra video proiezioni di pellicole ricercate, presentazioni di libri e dibattiti, la tranquilla cittadina borghese, mostra la sua straordinaria bellezza ad ospiti d’eccellenza, da scorci liberi da paratie.

La rassegna di quest’anno si intitola “Diamo i numeri!” con tanto di punto esclamativo!

Domenica 18, la terza delle giornate di festival, che va dal 15 al 24 giugno, Flavio Caroli a Villa Olmo, presentando il suo ultimo libro “Storia di artisti e di bastardi”, narra le vicende degli innumerabili artisti che hanno fatto la sua vita.

Racconta, tra le righe, la sua intelligenza nel vivere la notte e il giorno con gli artisti. Vivere l’altezza dell’arte e la bassezza delle situazioni, che fa dell’ambiente e delle opere che ne escono, vera vita. Con la profonda conoscenza dell’antico, da Van Gogh a Guercino, buttarsi a capofitto in situazioni e linguaggi nuovi, incomprensibili e incerti. Alfabeti che solo la storia potrà decifrare.

A cominciare da De Dominicis, che alle prese con uno dei primi video d’arte della storia, ora proiettato nei più grandi musei, stava organizzando per la registrazione, che doveva consistere, nell’uscita in volo d’all’acqua (del Tevere) di colombe bianche, che si sarebbero dovute allontanare nel cielo in volo”. Titolo dell’opera: “Trasmutazione di pesci negli uccelli” anno 1970. L’idea però finì con il Tevere pieno di colombe che non potevano volare perché si bagnarono le ali. De Dominicis allora trovò una soluzione, visto che apparecchiature, tecnici e videomaker, erano stati pagati e il video si doveva fare. L’artista si fece riprendere di spalle mentre gettava dei sassi in acqua.

 

Titolo dell’opera: “Tentativo di far formare dei quadrati invece che dei cerchi attorno ad un sasso che cade nell’acqua”.

Qualcuno in sala sorride e ironizza, così come potrebbe fare la nipote di Flavio Caroli che vuole fare la storica dell’arte, destinataria del testo. Per questo e per lei, l’autore dice di aver scritto “Storia di artisti e di bastardi”. La pubblicazione ha il sapore di un diario personale, appassionato e sincero.

Con ironia Caroli sembra suggerire alla nipote di non prendere troppo sul serio l’arte e gli artisti. Si intuisce in diversi momenti del libro. Come, parlando di Peggy Guggenheim, ci riporta un suo racconto, dove Jackson Pollock, dopo aver realizzato una grande opera di due metri e mezzo per sei (1943 Murale), da lei commissionata, se pur di poco, sbaglia le misure ed è impossibile montarla. Ma il vecchio Piet Mondrian, storico rivale di Pollock, risolve il panico a colpi di bricolage, intanto che Jackson si ubriaca, rompendo il suo lungo periodo di astinenza  per curare l’alcolismo. Pollock finisce così la sua giornata nel salotto di Peggy in pieno party con la crema di New York, nudo e imbarazzante.

Forse questi bastardi di artisti non lo sono così tanto?

D’altro canto, lo stesso Piet Mondrian, ha affermato su Pollock a Peggy: “È il numero uno, va assolutamente invitato”.

Eppure Caroli dice che:” L’idea è che negli artisti vi sia sempre una componente diversamente graduaduata di bastarderia”.

Anche Marina Abramović, quando ancora nessuno sapeva chi fosse Marina Abramović, fu parte della vita dello storico dell’arte. Caroli assistette ad una performance a Kassel nel 1977. L’azione consisteva nello spostare due colonne scorrevoli dandogli delle panciate. La Abramović e Ulay (al tempo suo compagno) iniziano. Le colonne ad un certo punto non scorrono più. L’uomo si arrende e si allontana, mentre la pancia di Marina diventa rossa, viola e poi saguinante. Solo la perdita dei sensi la fa fermare. Le persone che assistevano urlavano di smettere, ma lei imperterrita doveva finire.

Chi se non un presente può trasmettere passione e sangue? Chi, se non uno sguardo lucido può tenere viva la verità?

Flavio Caroli si fa testimone di trent’anni di storia dell’arte moderna, senza omettere la vita vera dell’arte.

Forse gli artisti sono bastardi perché disposti a rinunciare alla propria vita per l’arte, o meglio, per la bellezza, per la loro idea di bellezza?

Null’altro importa.

Della Fabbrica di Andy Warhol, Caroli ricorda il nulla. Il nulla che c’è dopo la vita. Ricorda di Andy  il teschio che già vide sul suo viso alcuni giorni prima della sua morte. Ricorda il nulla che è stato al centro di tutto il suo lavoro, il nulla di cui lui aveva paura ed esorcizzava. Il nulla alla quale con la morte è ritornato.

L’autore raccomanda: “Accorgiamoci della tanta bellezza che ci circonda e godiamola per la nostra felicità”.

P.s. Le colombe di De Domonicis furono tutte salvate e liberate.

Chi è Ilaria Beretta

Ilaria Beretta è considerata una delle artiste internazionali testimone del nuovo processo di evoluzione artistico-culturale. Arricchiscono la sua formazione il voluminoso e significativo bagaglio culturale maturato con I più importanti artisti e intellettuali, grazie ai quali oggi si scrivono le storiche moderne pagine dell'arte mondiale dell'ultimo secolo: Antonio Caronia, Paolo Gallerani, Eleonora Fiorani, Giulio Calegari. Artista impegnata nel comunicare l'arte attraverso l'arte. Scultrice di origine e fondamento, che si esprime attraverso diversi linguaggi dal disegno alla pittura, dalla scrittura ai new media art. Con un percorso culturale e professionale che inizia con laurea e lode all'Accademia di Belle Arti di Brera, col Master Internazionale in New Media Art Design e con mostre di interesse mondiale: Museo della Permanente di Milano, Space Beaurepaire Place de la République Parigi, Triennale di Milano, Spazio Oberdan Milano, Arsella - Parco artistico in Val di Sella Valsugana Trento e tanto altro! Oggi Ilaria Beretta presta al Fronte del Blog la sua professionalità contribuendo, assieme ai suoi collaboratori, nel fornire informazioni d'arte e testi critici di alto profilo.

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