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Più forte dei poteri forti: finalmente la Cremonese di Arvedi è in serie B

 

 

Sì, finalmente è arrivata, ritornata, spuntata la … serie B è proprio il caso di dire giacché, meritatamente, la Cremonese cara al patron Giovanni Arvedi  (mette nel football cuore e portafoglio), dopo tanti anni di purgatorio in Lega Pro è riuscita, vincendo il suo campionato, a tornare tra i Cadetti.

Ora, probabilmente al netto di “Scommettopoli” (scandalo legato al calcioscommesse espolso tra il 2009 e il 2010 e ancora in parte da decifrare, ndr) chissà magari la Cremo in B ci sarebbe tornata anche prima, ma il caos che scoppiò proprio a Cremona, con calciatori corrotti e scommettitori che all’epoca militavano tutti nel team caro al buon Gianluca Vialli, di fatto ha mandato, o meglio, mandò a monte, e per un lungo periodo, i sogni di gloria dei cremonesi costretti a rincorrere i loro stessi sogni. Ed è un vero peccato poiché presidenza, tifosi e città, del tutto estranei a quella paradossale (ci fu addirittura il portiere: un certo Paoloni, che tra papere più o meno provocate, beh per indirizzare il risultato mise addirittura del sonnifero nel classico tè di fine primo tempo per “addormentare” i compagni, ndr), triste vicenda, meritavano il ritorno nella cadetteria pallonara da una vita. Ma dato che ogni cosa richiede il suo tempo, senza trascurare il fatto che, dato che il generoso Arvedi, persona pulita e limpida denunciando (giustamente) a quei tempi i fattacci alla magistratura ordinaria, ecco probabilmente scombussolò certi eqilibri italici pallonari e determinati poteri forti, la serie B è alla fine comunque arrivata appunto mettendoci i suoi lunghi tempi.

Ergo applausi ad Arvedi (ora può concentrarsi sulla scalata all’Ilva di Taranto), a mister Attilio Tesser, al direttore sportivo (addetto ai lavori capace) Giammarioli e… sì ai tifosi grigiorossi. E… complimenti davvero Cavalier Arvedi: per non aver mollato, per aver contribuito a portare oltre il football il caos “Scommettopoli”, per aver salvato dal fallimento ai tempi che furono la Cremonese  e… per esserci.

 

 

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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