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Un interessante filone narrativo: la “fantaletteratura”.

Mi ha sempre appassionato la cosiddetta “ucronia”, sottogenere della fantascienza (ma potrebbe esserlo anche della narrativa storica…) che racconta cosa sarebbe accaduto se, ad un certo punto, gli eventi avessero preso un’altra piega.

Un grande scrittore italiano, Guido Morselli, pubblicato solo postumo dopo che aveva collezionato dagli editori un rifiuto dopo l’altro, sino a scegliere di suicidarsi per la frustrazione, nel suo “Contropassato prossimo” racconta un esito rovesciato della prima guerra mondiale.

Esempio perfetto di ucronia sia perché la chiave della sconfitta italiana ad opera delle forze austro-ungariche (l’aggiramento del nostro esercito, attestato sul fronte nord orientale, grazie a un tunnel sotto le Alpi…) è verosimile, sia perché sono in campo, coerentemente, mutatis mutandis, tutti i principali protagonisti di quel “vero” periodo storico.

Ho scritto anch’io storie “ucroniche”, ma ultimamente mi affascina un genere derivato che potremmo chiamare “fantaletteratura”.
Si tratta di calare personaggi letterari in un tempo e in un luogo compatibili con le loro avventure, facendoli interagire con altri personaggi d’invenzione di diversa origine.

Devo riconoscere che indicarmi la strada è stato Andrea Carlo Cappi che, col suo “Il gioco della Dama”, edito da Dbooks, ha narrato un incrocio tra Auguste Dupin e “Phantomas”, inducendomi a seguire la sua scia in tre sequel: “Le regole del gioco”, “Il Fantasma all’opera” e “Bergamo sottosopra”, editi da 0111 Edizioni.

Ultimamente, per la casa editrice Algama, nell’ebook “Sherlock Holmes, Auguste Dupin il match del secolo”, mi sono divertito a mettere a confronto Sherlock Holmes e Auguste Dupin in relazione al vero, primo campionato del mondo di scacchi nel 1886, e poi, con un salto mortale ancora più ardito, Sherlock Holmes e Padre Brown, alle prese con un caso di duplice omicidio nella Bergamo del primo novecento, in “Sherlock Holmes, Padre Brown e il delitto dell’indemoniata”.

Ci ho preso talmente gusto, che è d’imminente uscita, sempre per Algama, un ebook in cui si incrociano Padre Brown e il sofisticato detective yankee “Philo Vance”, creatura dello scrittore statunitense S. S. Van Dine. Questi detiene un primato invidiabile: la collana del Giallo Mondadori ha aperto le pubblicazioni, nel lontano 1929, proprio con un romanzo di Philo Vance.

Molti ricorderanno che alcune storie di questo detective furono portate sul piccolo schermo in una serie televisiva del 1974 con Giorgio Albertazzi nei panni del protagonista.

Le regole compositive degli “apocrifi” (di questo alla fin fine si tratta) della fantaletteratura sono semplici.

Innanzitutto, ci vuole un’ inventata ma possibile ipotesi di partenza: ad esempio Padre Brown e Philo Vance, cronologia alla mano,  avrebbero potuto indagare in coppia.

Poi, un’ambientazione storico-geografica realistica ( tornando allo stesso esempio, la Contea dell’Essex nell’ inghilterra dei primi del 1900) e una caratterizzazione dei personaggi rispettosa del modello originario ( nel nostro caso, il Vance di Van Dine e il Padre Brown di Chesterton).

Di seguito, in anticipazione, un brano di “Padre Brown, Philo Vance e l’Angelo della Morte”.

 

“Il Sovrintendente Capo Robert Collins del Distretto di Polizia di Doshford squadrò con fastidio l’uomo in tonaca sulla soglia del suo ufficio.
Padre Anthony Hunt, con quel suo modo di fare bonario, non gli era antipatico, anzi, ma per una pubblica autorità come Collins avere a che fare con un parroco “papista” era di per sé imbarazzante.
«Che cosa desidera? L’avverto che sono molto impegnato. »
Il mite faccione del sacerdote sorrideva ossequioso.
«Certo certo! Non mi sarei permesso di disturbarla se non avessi da offrirle un aiuto per il suo gravoso compito…»
Il riferimento al triplice omicidio Krueger, caso che aveva acceso l’attenzione dell’intera Contea sulla cittadina di Doshford, era chiaro. Collins ne era stato travolto da quando era scoppiato, il giorno prima.
«Ah sì?» Nell’esperto Sovrintendente, di stanza in quel Distretto da oltre vent’anni, la diffidenza si mescolava alla curiosità. Davvero il massimo esponente locale della Chiesa Cattolica, largamente minoritaria e assai poco amata in quella parte dell’Essex, poteva essergli utile nell’indagine criminale capitatagli tra capo e collo? In che modo? La sede della parrocchia “papista”, alla periferia di Doshford, era molto lontana dal luogo dei delitti… Però, se Padre Hunt si era preso la briga di fargli visita…
«Certo! Si dà il caso che sia mio ospite un caro amico, confratello della parrocchia confinante, ne avrà sentito parlare… Intendo Padre Brown…»
Collins lo conosceva di fama. Era quel piccolo, insignificante prete che molti colleghi accreditavano di una straordinaria abilità investigativa. Il commento che gli sgorgò spontaneo, tuttavia, fu: «Un altro!»
Il parroco era stupito.
«Ah, già: la notizia non è ancora trapelata. Ma non mancherà di esserlo a breve… La signora Krueger la sera e la notte precedenti alla scoperta degli omicidi si trovava a casa di un’amica per una riunione di sole donne a base di raffinata cucina, chiacchiere e wist. Ebbene: quest’amica, la signorina Carol Baird, è zia dell’investigatore dilettante Philo Vance…»
Lo sguardo di Padre Hunt s’accese d’interesse : «Davvero? Ma non abita negli Stati Uniti?»
Collins annuiva: «Certo, a New York. Da cui si muove rarissimamente. Questa volta ha deciso di fare un’eccezione, prendendo, per dir così, due piccioni con una fava: visitare al British Museum una mostra di ceramiche cinesi “tang sāncǎi” , di cui pare sia appassionatissimo, e andare a trovare la zia, con cui non si vede da molto tempo… »
«Quindi alloggia qui a Doshford?»
«Sta scherzando? Ha prenotato una suite all’ Hotel Savoy, a Londra.»”

Rino Casazza

L’ULTIMO THRILLER DI RINO CASAZZA:

Sherlock Holmes, Padre Brown e il delitto dell’indemoniata

Bergamo, un anno imprecisato ai primi del novecento. Padre Brown e Flambeau si trovano nella cattolicissima città lombarda per un periodo di riposo e meditazione. Nel palazzo antistante al convento dove sono alloggiati avviene un terribile caso di omicidio/suicidio, al centro del quale c’è una giovane contessa che da qualche tempo mostrava inequivocabili segni di …

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Chi è Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si é trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora a Milano. E’ da sempre un appassionato (come lettore, prima che come autore) della letteratura "di genere" in tutte le sue sfaccettature: giallo-noir, horror, fantascienza ecc. ecc. Altra sua grande passione sono il cinema, come testimonial la tesi di laurea sulla censura cinematografica, e il teatro, frequentato non solo come spettatore ma anche, in gioventù, come praticante dilettante. Il suo primo testo "letterario" è infatti la trasposizione teatrale della novella di Buzzati "Iago", di cui nel 1985 ha osato una regia. Oltre a numerosi romanzi brevi (tra cui quelli che hanno come protagonista il prete detective Don Patrizio Bruni) e racconti su pubblicazioni, riviste e collane varie, ha pubblicato cinque romanzi, tra cui, lo scorso giugno, il giallo Bergamo sottosopra, 0111 Edizioni. E a luglio il thriller, scritto con Daniele Cambiaso "La logica del Burattinaio", edito da Algama e ispirato al serial killer bambino William Vizzardelli

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