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Da Ancelotti a Simone Inzaghi passando per Allegri e Conte: i migliori mister

 

 

Allora allo stato attuale, i migliori tecnici italiani sulla piazza, in rigoroso ordine meritocratico, nel senso che dal più bravo vanno per così dire al meno bravino, intendiamoci pur restando nell’ambito delle Eccellenze, rispondono secondo il sottoscritto, al nome di:

Ancelotti che il coach del Bayern Monaco è semplicemente il più bravo, capace, fortunato e … prima o poi vincerà un Mondiale alla guida di una nazionale. Scommettiamo?

Allegri: ecco poco dopo il Carletto arriva Massimiliano da Livorno, uno che una Champions, da oggi a dieci anni vedrete… la vincerà. E magari prima dell’illustre rivale Antonio Conte.

Conte per la cronaca che, pupillo di Arrigo Sacchi (perché se la tira così il fu Arrigo milaninternazionalpopolare scopertosi opinionista?) si classifica al terzo gradino del podio e un giorno supererà il Top Ancelotti. Scommettiamo?

Spalletti: fosse rimasto Sabatini nel ruolo di diesse, affiancato però a un general manager vero e degno di tale nome, la Roma quest’anno probabilmente avrebbe vinto lo scudetto. Luciano è bravissimo.

Montella? Il Vincenzino sa il fatto suo e promette assai bene. Pronto per tornare a Roma?

Sarri: non piangesse troppo o comunque spesso potrebbe ambire al podio. Rimane un buon maestro di football.

Ventura: quando non eccede nel fare il maestrino è un grandissimo tecnico. Meritava una grande squadra di club. No?

Gasperini: una chance alla Juve, in fondo se la merita. Anzi a Torino meritava di andarci nel 2006,allorquando la Juventus era finita immeritatamente (Moggi faceva legittima difesa) in serie B d’ufficio. E con lui a Torino quei tempi, tutto sarebbe stato poi diverso.

Simone Inzaghi: guardano tutti e giustamente al fratello più fashion (e bravino) Pippo, ma Simone è nato pronto.

Bob Mancini: forse ama troppo specchiarsi, ma la materia, pur sopravvalutato, la conosce.

Giampaolo: studioso e docente capacissimo è un addetto ai lavori tanto preparato quanto qualificato.

Guidolin: ha raccolto meno di quanto meritava, ma la stoffa c’è.

Ranieri: tranier da missioni impossibili e star in Inghilterra. Ma a Roma nel 2010 ha gettato al vento un jolly illuminante.

Discepoli: a Ferrara, al servizio della gloriosa Spal sta facendo cose buonissime. Farà strada.

Mazzarri: prima o poi tornerà in Italia per allenare in Toscana. E … se avrà smesso di piangere saprà stupirci. O no?

Donadoni: una chiamata al Milan avrebbe fatto contento lui e i tifosi rossoneri.

Prandelli: nel 2012, misteriosamente si è trasformato, dimenticandosi di essere un buonissimo professionista, in un opinionista predicatore. Perché?

Stefano Mauri

 

 

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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