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Italia armata

A seguito del tragico episodio riguardante l’omicidio del rapinatore durante un’effrazione, si è scatenato il solito inevitabile vespaio di pistoleri, vendicatori, sceriffi e guerrieri della notte.
La compagine leghista, notoriamente poco incline a cavalcare l’onda dell’entusiasmo (e dell’indignazione) non ha perso tempo. E cosi, mentre il segretario Salvini si faceva fotografare con il ristoratore lodigiano appoggiandone le gesta, il suo compare Tosi, il sindaco di Verona (la città dell’amore) dichiarava serenamente di dormire con una pistola carica e pronta all’uso sul comodino.
“Ma se un ladro dovesse entrarle in casa, dove sparerebbe?” gli hanno domandato.
Un colpo d’avvertimento? Mirerebbe alle gambe dello sconsiderato criminale?
No, lui punterebbe direttamente al petto.
Si spara per uccidere nella città dell’amore.
Perché è ovvio, se uno ti entra in casa e’ potenzialmente pericoloso. Potrebbe mettere a repentaglio la salute dei tuoi figli. Se Sharon Tate avesse avuto un kalashnikov a portata di mano, sicuramente, le cose sarebbero andate decisamente meglio.
Il punto qual è? Che questa campagna dell’ “armiamoci tutti” è pericolosa.
Molto, molto pericolosa.
Negli Stati Uniti, che prendiamo ad esempio per ogni più patetica stronzata, le armi sono a disposizione di tutti o quasi. I ragazzini possono entrare all’interno delle scuole con Magnum 44 e fucili d’assalto, far fuori una manciata di sconosciuti e concludere la vicenda venendo etichettati con la dicitura “socialmente instabili”. Ehi, e’ la grande America!
Noi, invece, la piccola ipocrita Italia, quella del “certo che siamo a favore all’eutanasia, ma ci pensiamo più tardi”, quella delle truffe assicurative, delle tangenti, dei favori, del “lei non sa chi sono io”, del “il sistema ci frega e noi freghiamo il sistema”.
Siamo noi che dovremmo essere in grado, autonomamente, di decidere chi merita di essere ammazzato e chi no?
Non siamo gli stessi che scendono dalla macchina, dopo un tamponamento, e finiscono dentro per rissa? Che si odiano tra vicini, tra coniugi, tra amici o semplici conoscenti?
Non siamo quelli che venderebbero l’anima al diavolo per una promozione o un po’ di grana in più?
Armiamoci pure. Armiamoci tutti quanti, dal primo all’ultimo.
E quando il campanello di casa suonerà, dopo l’ennesima discussione condominiale, ci augureremo possa trattarsi di un semplice, inutile e rincoglionito topo d’appartamento.
L’unico disarmato.

 

Alex Rebatto

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Niente macchine volanti. Niente teletrasporto. Poche, pochissime innovazioni. Nel 2084 il mondo sarà tale e quale ad oggi. Con una sola differenza: chi avrà il potere e la ricchezza potrà permettersi di uccidere gli appartenenti ai ceti sociali più bassi. Le fucilazioni ordinate da imprenditori insensibili saranno all’ordine del giorno. La politica non avrà più …

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Chi è Alex Rebatto

Alex Rebatto, classe 1979. Ha collaborato nei limiti della legalità con Renato Vallanzasca ed è stato coautore del romanzo biografico “Francis”, sulle gesta del boss della malavita Francis Turatello (Milieu editore), giunto alla quarta ristampa. Ha pubblicato il romanzo “Nonostante Tutto” che ha scalato per mesi le classifiche Amazon. Per Algama ha pubblicato il noir "2084- Qualcosa in cui credere"

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