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Addio a Enzo Caniatti, storico direttore di Gente Motori e Tuttomoto

Enzo Caniatti era anche un esperto di veicoli militari e di storia della Seconda Guerra Mondiale. Aveva dedicato alcuni thriller ai misteri del nazismo. Un tumore lo ha portato via in pochi mesi

 

Enzo Caniatti è morto questa notte. In pochi mesi un tumore si è portato via uno dei massimi esperti di motori in Italia, direttore per una vita di Gente Motori e Tuttomoto, inventore di riviste cult del settore, vera autorità in materia di veicoli militari. E autore di diverse opere di successo a fascicoli.

Non so se ricordate la celeberrima serie dei soldatini di piombo di Hachette o la storia della Seconda Guerra Mondiale della Hobby & Work che negli anni Novanta imperversava con vhs allegati. Ecco, l’autore era sempre lui. Di quelle come di un’infinità di altri collezionabili che hanno invaso le nostre case di automobiline e gadgets.

Lo conobbi esattamente dieci anni fa, di questi tempi. All’epoca dirigevo una collana di libri. Mi propose un fantathriller sulla guerra, “L’ultimo segreto di Hitler“. Rimasi affascinato. Pubblicammo quello, un secondo thriller d’epoca basato su una storia vera, “L’ultima notte“, e un accurato saggio sulla storia della legione italiana delle SS. Collezionava libri di tutto il mondo su quel periodo, girando per fiere e antiquari ed era diventato un’enciclopedia vivente sulla storiografia non ufficiale. Tanto che aveva messo in piedi una rivista, Secret History, sorprendente e dannatamente documentata, che aveva cercato di far rivivere in ebook.

Uomo d’altri tempi, eccezione assoluta nel panorama giornalistico italiano, non faceva mai pesare a nessuno la sua mostruosa competenza o il suo ruolo da direttore. Anzi, preferì andarsene da Hearst piuttosto che trasformare il suo Gente Motori in un mensile molto diverso da quello che aveva sempre fatto.

Negli ultimi frenetici anni fondò prima una rivista dedicata al collezionismo d’élite, Gentleman Collector, poi andò a dirigere il portale Autoelusso.

La passione per il digitale lo aveva contagiato. Così, per la casa editrice Algama, che pubblica anche questo webmagazine, nel giro di pochi mesi aveva pubblicato in ebook il serial a puntate Madame Gestapo, il saggio Hitler Segreto.

E soprattutto lo straordinario thriller Il signor Wolf, il primo romanzo che sarà tradotto in inglese della casa editrice e che, amara beffa del destino, sarà disponibile fra una decina di giorni anche sul mercato americano.  Nessuno immaginava che la malattia, diagnosticata solo qualche mese fa, fosse tanto grave.

Ciao Enzo, ci mancherai

Chi è Edoardo Montolli

Edoardo Montolli, giornalista, è autore di diversi libri inchiesta molto discussi. Due li ha dedicati alla strage di Erba: Il grande abbaglio e L’enigma di Erba. Ne Il caso Genchi (Aliberti, 2009), tuttora spesso al centro delle cronache, ha raccontato diversi retroscena su casi politici e giudiziari degli ultimi vent'anni. Dal 1991 ha lavorato con decine di testate giornalistiche. Alla fine degli anni ’90 si occupa di realtà borderline per il mensile Maxim, di cui diviene inviato fino a quando Andrea Monti lo chiama come consulente per la cronaca nera a News Settimanale. Dalla fine del 2006 alla primavera 2012 dirige la collana di libri inchiesta Yahoopolis dell’editore Aliberti, portandolo alla ribalta nazionale con diversi titoli che scalano le classifiche, da I misteri dell’agenda rossa, di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti a Michael Jackson- troppo per una vita sola di Paolo Giovanazzi, o che vincono prestigiosi premi, come il Rosario Livatino per O mia bella madu’ndrina di Felice Manti e Antonino Monteleone. Ha pubblicato tre thriller, considerati tra i più neri dalla critica; Il Boia (Hobby & Work 2005/ Giallo Mondadori 2008), La ferocia del coniglio (Hobby & Work, 2007) e L’illusionista (Aliberti, 2010). Dirige la casa editrice Algama (www.algama.it).

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