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Parte il Festival di Sanremo di Conti: vincerà davvero la Mannoia?

 

Albano canta Di rose e di spine: brano arioso, stile … opera che racconta gli alti e bassi del cuore. Albano è un’istituzione, garba un sacco alla gente, ai musicisti e agli orchestrali. Ma con questa Hit non dovrebbe piazzare l’acuto festivaliero…

 

Bianca Atzei canta Ora esisti solo tu: scommettiamo che diventerà una super Hit trasmessa da tutte le radio questa “canzonissima” pensata, per la voce sensuale di Bianca (“scortata” al Festival dal fidanzato Max Biaggi), da Kekko dei Modà.

 

Alessio Bernabei canta Nel mezzo di un applasuo: a parte gli echi radiofonici, sul palco in diretta, di applausi, il bel Alessio rischia di cuccarne … stavolta abbastanza. Scommettiamo?

 

Michele Bravi canta Il diario degli errori: hit ruffiana incentrata su un playboy, ma se il vero errore  fosse …  averla portata al Festival?

 

Chiara canta Nessun posto è casa mia: sussurcanzone strana che dovrebbe segnare la svolta artistica della cantanta. Ci crediamo?

 

Clementino canta Ragazzi Fuori: rap che dipinge una generazione. E da … Napule e hinterlan per il “Clem” i voti arriveranno. No? Alla stesura del testo ha lavorato con Marracasch: bravi.

 

Lodovica Comello canta Il cielo non mi basta: per adesso ce la facciamo bastare. Che ne dite?

 

Gigi D’Alessio canta La prima stella: con Clementino sarà un bel derby partenopeo. Ma non è detto vinca il Gigi nazionalpopolare il quale, astuto ha fatto una “cutugnata” portando una hit commevente dedicata alla madre. E dov’è la Tatangelo?

 

Elodie: canta Tutta colpa mia: Emma gli ha confezionato una canzonissima da podio con ritmo, melodia e parole forti. Elodie farà strada: superlativa.

 

Giusy Ferreri canta Fa talmente male: brano passionale incentrato su un amore tormentato. E’ da primi 10 posti. Dite di no?

 

Francesco Gabbani canta Occidentali’s Karma: non avrà forse la stessa fortuna di Amen, ma il buon Gabbani ci prenderà ritmicamente in giro assai, noi e le nostre manie.

 

Fiorella Mannoia canta Che sia benedetta: e un premio, (primo posto, piazzamenti d’onore o critica), questo pezzo da novanta, istituzionale della musica italiana se lo porterà via. Effetto Stadio? Mah, la canzone c’è ed è bella, per il resto si vedrà.

 

 

Marco Masini canta Spostato di un secondo: svolta elettronica per l’ex tormentato cantante toscano. E Masini va tenuto d’occhio ci riporta agli anni Ottanta, è bravino.

 

Ermal Meta canta Vietato morire: hit sulla violenza tra le mura domestiche che farà discutere e può stupire. Chapeau pezzone da podio.

 

Fabrizio Moro canta Portami via: dicono sia raccomandato da Maria De Filippi, conosce la materia e sa cantare. O si piazza, oppure rimane una meteora sanremese eterna incompiuta. Che ne dite? Leggete il testo, merita.

 

Nesli e Alice Paba cantano Do retta a te: pezzo “ragazzino” da colpo di fulmine, ergo o lo ameremo o lo detesteremo.

 

Raige e Giulia Luzi cantano Togliamoci la voglia: duo fuori dagli schemi. Attenzione a non deragliare sul palco.

 

Ron canta L’ottava meraviglia: canzone astuta,malinconica, romantica. Meraviglierà?

 

Samuel canta Vedrai: chissà, orfano dei Subsonica vedremo meraviglie?

 

Sergio Sylvestre canta Con te: si annuncia un gospel a chiara ispirazione europea? Lo scopriremo all’Ariston, Sergione può sbancare il banco. Dietro le quinte la grande Giorgia: anima di questo pezzone.

 

Paola Turci canta Fatti bella per te: il grande ritorno di un’artista straordinaria. La canzone, molto radiofonica e stile anni Ottanta,  fa impazzire sua maestà Carlo Conti. Sarà la sorpresa stile Stadio?

 

Michele Zarrillo canta Mani nelle mani: comuqnue vada sarà un successo…

 

Carlo Conti: discusso, amato, applaudito, odiato. Potrebbe, per la gioia dei detrattori (lui smentisce sempre tuttavia chi lo accusa di barcamenarsi tra le De Filippi e i poteri forti radiofonici), spesso eccessivi contro di lui, essere al suo ultimo Festival. Paolo Bonolis già scalpita? Vedremo, per ora applausi per Carlo e per Maria De Filippi sua pesante partner festivaliera.

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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