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Rakitic, Lukaku e Matiudi: questi i grandi colpi sfumati del mercato della Juve

 

Il calciomercato estivo della Juventus, senza dubbio è da 9, ma poteva essere da 10 e lode. E il voto altissimo sfumato, ecco non è a causa (o per colpa fate voi) del mancato arrivo del centrocampista belga Witsel. Si perché colui che è rimasto allo Zenith per una manciata di minuti, udite, udite, non era la prima scelta bianconera, ma bensì, pur di lusso e quotato, beh si trattava semplicemente di un ripiego dell’ultima ora.

Il vero obiettivo della campagna acuisti bianconera, il sostituto di Pogba doveva infatti essere Rakitic, ma alla fine, il fortissimo croato ha scelto di restare al Barcellona e il colpaccio è saltato per aria senza mai decollare del tutto.

Il potente procuratore Mino Raiola, per favorire il passaggio del suo assistito Matiudi dal Psg alla Vecchia Signora di Torino poi ha fatto letteralmente il diavolo a … 4, ma la proprietà straniera del top team francese non ha mollato il mediano che, a differenza di Rakitic, alla corte di Max Allegri ci sarebbe andato a piedi.

Ma il vero giallo dell’estate juventina, nelle scorse ore l’ha portato in superficie Alfredo Pedullà, bravissimo giornalista, esperto di mercato e maestro di giornalismo calcistico.

Ebbene, secondo Pedullà, fonte attendibilissima, verso la fine del mese d’agosto, la Juventus avrebbe cercato di acquistare l’attaccante belga Lukaku, ma il diretto interessato, più o meno come Rakitic, preferendo restare in Inghilterra all’Everton ha rifiutato il trasferimento.

Come mai dunque il duo Marotta (Volpe) e Paratici (Gatto), pur contando su un attacco stellare composto da Higuain, Pjaca, Cuadrado, Dybala e Mandzukic ha provato ad accaparrarsi i servi del centravanti del Belgio?

Mistero, ma forse, semplicemente, il corteggiatissimo (e “cocco” di Allegri) Mandzukic, fosse arrivato Lukaku … sarebbe potuto passare al miglior offerente. Ma alla fine, tanto tuonò che a Torino non piovve. E Pogba non è stato sostituito. O no?

Stefano Mauri

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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