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La notte del giudizio di James DeMonaco: come risolvere il problema del welfare

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Il film La notte del giudizio (2013)   ha avuto così lusinghiero riscontro di pubblico da dar vita a due sequel , Anarchia-La notte del giudizio (2014) e, quest’anno, La notte del giudizio-election year. E si preannuncia un ulteriore seguito.

La serie è ambientata in un mondo alternativo  in cui la costituzione degli Stati Uniti è stata riformata introducendo un emendamento rivoluzionario: la notte del giudizio appunto, che in lingua originale suona, secondo me più incisivamente, “The purge”, “La purga”. Ogni anno, in un giorno prestabilito, dal tramonto all’alba, la legge va in cantina, e chiunque può fare quello che vuole, senza conseguenze per la giustizia. Uniche eccezioni, l’intangibilità delle alte cariche istituzionali, e il divieto di usare armamenti beĺlici, quali bombe o cannoni. Potete immaginare che, in un paese con capillare diffusione di armi come gli USA, ciò significhi via libera ad una gigantesca mattanza.

Solo in apparenza questa soluzione è rozzamente  incivile. Non a caso, infatti, garantisce un successo politico straordinario al partito che l’ha propugnata,  netto vincitore alle elezioni presidenziali.

Gli effetti positivi della “purga” sono due.

Uno sfogo liberatorio delle tendenze sopraffattorie e antisociali, cosicché si registra una significativa riduzione del tasso di criminalità nel resto dell’anno.

Un risparmio di costi per il bilancio federale, visto che a far le spese della carneficina, all’alba della notte dell'”omnia licet”, sono le fasce più povere e deboli della popolazione, letteralmente sterminate e quindi non più bisognose di sussidi.

Come si vede, trattasi di una “distopia” paradossale, che mette il dito nella piaga delle pulsioni egoistiche ed antisolidaristiche che attraversano la società moderna, serpeggianti da ultimo  per il fenomeno, temutissimo, dell’immigrazione incontrollata.

E le riflessioni che l’America della “purga” descritta nei film di DeMonaco può suscitare non finiscono qui: evidente il rimando , scottante non solo negli USA, al diritto di difesa individuale attraverso l’uso delle armi, ma anche alla tendenza ad ammontare di misticismo scelte politiche dettate da altro genere di interessi: il partito della “purga” assume infatti il carattere di una vera e propria religione, richiamandosi alla presunta purificazione che accomunerebbe carnefici e vittime.

Nel terzo episodio della saga, appunto La notte del giudizio- election year, il gioco si fa duro: essendo emersa una opposizione, con vasto consenso nei sondaggi, al partito della “purga”, la terribile notte dell'”homo hominis lupus” diventa il pretesto per risolvere il contrasto politico con la violenza. L’intangibilità degli alti funzionari viene eccezionalmente abolita, così da rendere vulnerabile anche la senatrice candidata alternativa alla presidenza. Ma, e qui sta il bello, anche del Presidente in carica.

Si preannuncia,  l’avrete capito, una scorpacciata di adrenalina, con scene d’azione e movimentati scontri a fuoco.

La componente “splatter”, inevitabile in un siffatto contesto, risulta lodevolmente contenuta, cosicché il risultato, più che un “horror” è un “action thriller”.
Rino Casazza

LA LOGICA DEL BURATTINAIO E TUTTI I LIBRI DI RINO CASAZZA

 

La logica del Burattinaio, nella mente del serial killer

Bergamo sottosopra. Un’avventura di Auguste Dupin e Giuseppe Giacosa

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Chi è Rino Casazza

Rino Casazza è nato a Sarzana, in provincia di La Spezia, nel 1958. Dopo la laurea in Giurisprudenza a Pisa, si é trasferito in Lombardia. Attualmente risiede a Bergamo e lavora a Milano. E’ da sempre un appassionato (come lettore, prima che come autore) della letteratura "di genere" in tutte le sue sfaccettature: giallo-noir, horror, fantascienza ecc. ecc. Altra sua grande passione sono il cinema, come testimonial la tesi di laurea sulla censura cinematografica, e il teatro, frequentato non solo come spettatore ma anche, in gioventù, come praticante dilettante. Il suo primo testo "letterario" è infatti la trasposizione teatrale della novella di Buzzati "Iago", di cui nel 1985 ha osato una regia. Oltre a numerosi romanzi brevi (tra cui quelli che hanno come protagonista il prete detective Don Patrizio Bruni) e racconti su pubblicazioni, riviste e collane varie, ha pubblicato cinque romanzi, tra cui, lo scorso giugno, il giallo Bergamo sottosopra, 0111 Edizioni. E a luglio il thriller, scritto con Daniele Cambiaso "La logica del Burattinaio", edito da Algama e ispirato al serial killer bambino William Vizzardelli

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