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L’affaire Marcello Lippi mancato Dt azzurro? Solito pasticcio italiano

Allora da una parte ha sbagliato il presidente federale, vale a dire colui che regole e regolamenti dovrebbe conoscere bene a proporre un mese fa, a Marcello Lippi, di diventare direttore tecnico, (cosa incompatibile causa conflitto d’interesse col figlio procuratore), di tutte le rappresentative azzurre.

D’altro canto ha forse sbagliato i tempi, vale a dire all’immediata vigilia di Italia – Spagna ad Euro 2016, lo stesso Lippi a rinunciare all’incarico, senza quindi aspettare la decisione della Corte Federale cui si era rivolto il presidentissimo Tavecchio per chiedere numi in proposito. E’ insomma questo piccolo pasticcio, l’ennesimo segnale del caos calmo e non apparente in cui versa, da qualche anno, la Federcalcio, federazione che mai come oggi avrebbe bisogno di profonde riforme strutturali per rilanciare il football italico.

E adesso? Il patron federale cercherà un nuovo luminare pescando magari tra le seguenti nomination: Viscidi, Zaccheroni, Capello, Sacchi, Reja, Tardelli, Baldini; il commissario tecnico Ventura, scelto da Lippi, senza l’illustre sponsor, dal canto suo penserà invece al difficile lavoro sul campo.

La rosa azzurra del domani vedrà sicuramente non nuovi in ballo, calciatori quali, per fare dei nomi, Zappacosta, Baselli, Cerci, Bonaventura, Rugani, Ferrari, Lapadula, Berardi, Belotti e tanti altri ancora. Scommettiamo?

Stefano Mauri

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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