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L’Europeo, per Tardelli, difficilmente lo vince la favorita. Vestiamoci d’azzurro

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Allora sin qui, da quanto visto in Francia nelle varie partite dell’Europeo in corso, Germania e Spagna, rispetto alle avversarie beh sembrano avere un qualcosina in più. La Spagna in particolare, grazie soprattutto al risveglio di sua maestà Morata, nota a margine: chi lo acquisterà (o ricomprerà) farà un grande affare, ritrovatisi dopo il Mondiale deludente in Brasile, pare la favorita più concreta per la vittoria finale, con Germania un gradino appena più sotto e, a seguire Francia, Croazia, Italia e Inghilterra.

Quindi pure la rappresentativa azzurra va inquadrata nell’annovero delle pretendenti al titolo di campione continentale? Certamente sì, poiché pur non essendo irresistibili, senza stelle e stelloni, senza primedonne, quella italica è tra le poche rappresentative a potersi fregiare meritatamente del titolo di … squadra, con un gruppo unito, tosto, tenace, plasmato sulla difesa (Bonucci, corteggiato da mezza Europa è da … orgasmo) della Juventus, scolpito della stessa, irriducibile, agguerrita tempra del suo allenatore: sua maestà Antonio Conte.

Marco Tardelli, ex grandissimo calciatore, allenatore in cerca d’ingaggio, nonché opinionista Rai e autore di un libro autobiografico, scritto a quattro mani con la figlia giornalista, in un’intervista concessa nei giorni scorsi alla Gazzetta dello Sport, ecco, tra le tante cose ha dichiarato che solitamente, la Coppa del Mondo la porta a casa la compagine migliore, (a Berlino comunque la storia non andò proprio così), mentre l’Europeo difficilmente lo conquistano i migliori.

Ergo, ragionando in tal senso, andando incontro a una precisa richiesta del Ct (ma non troppo) Conte, vestiamoci tutti d’azzurro, cantiamo eventualmente la celebre canzone resa famosa da Adriano Celentano, saliamo sul carro che più ci conviene, sport nel quale noi italici eccelliamo, tifiamo e gridiamo: Forza Azzurri! Spagna, Germania e altre pretendenti permettendo. Vero signor Tardelli?

 

Stefano Mauri

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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