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Sotto un altro cielo

 

 
cover sotto cielo

 

Esiste una tendenza ormai acquisita nel corso degli ultimi anni, quasi un vizio endemico nella maggior parte di scrittori e giornalisti allineati su un unico fronte narrativo, ovvero utilizzare la scrittura per dare fiato alla retorica. E troppo spesso il risultato è una specie di melassa ideologica ed emotiva che scade nel peggior provincialismo. Autoreferenziale e consolatorio. Ovviamente, quando un fenomeno è così prepotente rischia di scontrarsi con il suo opposto e di contrapporsi a una minoranza narrativa in cerca di provocazioni, banali trasgressioni o utile solo a riaffermare un istintivo rifiuto e nutrire lo scandalo viscerale nel lettore. Un muro di parole il cui risultato non è troppo differente da uno di cemento, capace di oscurare gli orizzonti di una cultura che perde pezzi per strada.

I temi più a rischio melassa sono proprio quelli legati al mondo della guerra, allo sfruttamento globale, alla miseria in cui versa il terzo mondo, ai nuovi tentativi di colonizzazione, alle conseguenze dell’integralismo religioso. In una sola parola, immigrazione. Un fenomeno quello migratorio, che, se stretto nella morsa dei due opposti, rischia di esondare, di creare una miscela esplosiva mettendo a rischio gli equilibri economici conosciuti e di rinforzare la logica di chi parla di identità culturali. Si sta pure dimostrando occasione per molti stati nostri vicini di casa per regolare, ormai alla luce del sole, questioni di natura etnica rimaste in sospeso dal secolo scorso. Trasformando politica, diplomazia e solidarietà in un bagno di sangue.

Bisogna dire che si scosta da questa logica Sotto un altro cielo (Laurana Editore a cura di Claudio Volpe), una raccolta di dieci racconti che affrontano il tema immigrazione, argomento letterario a cui sono particolarmente legato per avermi visto autore di Frontiere per l’editore faentino Mobydick, mio romanzo d’esordio nel 1997.

Dieci le firme che compongono il progetto antologico di Sotto un altro cielo (Dacia Maraini, Giampiero Rossi, Gianfranco Di Fiore, Renato Minore, Francesca Pansa, Pierfrancesco Majorino, Simone Gambacorta, Claudio Volpe, Paolo Di Paolo, Michela Marzano e Alessandro Di Meo) nato per parlarci di fuga, di viaggi, di spostamenti, di nostalgia, di cambiamento, di scoperta, di possibilità e di riscatto.

Gli autori assolvono in maniera egregia questo compito utilizzando un sistema talmente semplice da sfuggire ai più, ovvero guardare la realtà prima ancora di giudicarla. Offrono al lettore delle suggestioni, delle immagini, proprio come fossero scatti fotografici e non è un caso che il fluire delle parole scritte nasce  dal  racconto d’apertura, quello di Dacia Maraini, che riprende il forte impatto della ormai famosa foto del bimbo sulla spiaggia. L’antologia raccoglie storie che potrebbero essere tanto vere quanto false, dove la fa da padrone l’immaginario, l’invenzione, ma dove, al tempo stesso, si fissano le radici nel mondo interiore, nell’anima di chi è protagonista. Il viaggio stesso viene inteso come momento dell’esistere, istante che segna un passaggio da uno spazio all’altro, quanto da un pensiero, da una mentalità ad un’altra. Come una forma di aderenza a una nuova realtà, affascinate o magari ostile. Il viaggio è un serbatoio di paure e speranze e riflesso di guerre e di logiche commerciali. Ma ovunque si vada e qualunque cosa si abbia il desiderio di cercare il centro nevralgico resta sempre l’uomo. Ed è questo il cardine di un libro che parla dell’impossibilità di rimanere. Del bisogno di trovare un altro luogo. Non ci sono buoni e cattivi, ma donne, uomini e bambini che scappano da fame, miseria, guerra. Dalla morte. Donne e uomini, intere famiglie che abbandonano il proprio passato, superano frontiere in cerca di una speranza. Persone che lottano per vivere. Con il desiderio di un futuro migliore. Ognuna con la propria storia e con il proprio desiderio di vita, di ricerca di un altro cielo sotto cui valga la pena sorridere.

 

Angelo Marenzana

Chi è Angelo Marenzana

Angelo Marenzana (Alessandria, 1954, scorpione). Autore con una ricca produzione di racconti pubblicati su riviste e antologie tra cui Il Giallo Mondadori, Urania, Cronaca Vera, Stop, Crimen, I Quaderni del Falcone Maltese, Omissis (Einaudi), e su antologie personali quali Frontiere (Edizioni Mobydick), Bel suol d’amore (Edizioni dell’Orso), La Casa di Hilde (Cordero Editore). Con Mobydick ha pubblicato Tre fili di perle, seguito da Destinazione Avallon (Robin Edizioni) e Buchi neri nel cielo (Perdisa Pop). Creatore del commissario Augusto Maria Bendicò ha dato alle stampe la trilogia Legami di morte (Dario Flaccovio Editore), Ora segnata (Iris 4 Edizioni) L’uomo dei temporali (Rizzoli Editore). Con Nero Press è uscito in versione ebook Piedra Colorada. Di prossima pubblicazione Alle spalle del cielo (Baldini & Castoldi). Per Algama ha pubblicato "La scelta del Caporale"

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