Home / News / La morte di Katie May, regina di Snapchat stroncata da un infarto a soli 34 anni

La morte di Katie May, regina di Snapchat stroncata da un infarto a soli 34 anni

Imprenditrice e modella, mamma single, Katie May contava su Instagram oltre un milione di follower. Ora fan aprono una raccolta fondi a favore della figlia, di appena 7 anni

katiem24

 

La regina di Snapchat Katie May è morta stroncata da un infarto ad appena 34 anni.

IL CASO- Katie era diventata famosa in tutto il mondo non appena trasferitasi a Los Angeles dalla sua città natale di Pittsburg. Già modella di Playboy, bellissima e prorompente, era diventata una star dei social.

Le immagini dell’esplosiva Katie May – FOTOGALLERY

IL SUCCESSO- Su Instagram vantava oltre un milione di fan e su Snapchat era diventata un’icona. Solo a gennaio aveva detto: “Quando ho cominciato avevo appena di che tirare avanti. Ho lavorato duramente per la mia carriera, ne ero orgogliosa. Poi l’economia crollò e la mia società chiuse. La mia vita è stata un incredibile viaggio finora, con un sacco di palle curve e lezioni lungo la strada: la più importante delle quali, devo dire, è stata essere una madre single”.

katiem19

LA FIGLIA- Katie May era infatti single, ma aveva una figlia di 7 anni. Ora i suoi fan si sono mobilitati per lei, aprendo una campagna di raccolta fondi: “Katie aveva un cuore e un’anima grandi, chiunque abbia avuto la fortuna di conoscerla ci aiuti a creare un trust che si prenda cura della sua bambina”.

Edoardo Montolli per Oggi.it

Tutti i libri di Edoardo Montolli – GUARDA

Il boia di Edoardo Montolli su Kindle – GUARDA

Chi è Edoardo Montolli

Edoardo Montolli, giornalista, è autore di diversi libri inchiesta molto discussi. Due li ha dedicati alla strage di Erba: Il grande abbaglio e L’enigma di Erba. Ne Il caso Genchi (Aliberti, 2009), tuttora spesso al centro delle cronache, ha raccontato diversi retroscena su casi politici e giudiziari degli ultimi vent'anni. Dal 1991 ha lavorato con decine di testate giornalistiche. Alla fine degli anni ’90 si occupa di realtà borderline per il mensile Maxim, di cui diviene inviato fino a quando Andrea Monti lo chiama come consulente per la cronaca nera a News Settimanale. Dalla fine del 2006 alla primavera 2012 dirige la collana di libri inchiesta Yahoopolis dell’editore Aliberti, portandolo alla ribalta nazionale con diversi titoli che scalano le classifiche, da I misteri dell’agenda rossa, di Francesco Viviano e Alessandra Ziniti a Michael Jackson- troppo per una vita sola di Paolo Giovanazzi, o che vincono prestigiosi premi, come il Rosario Livatino per O mia bella madu’ndrina di Felice Manti e Antonino Monteleone. Ha pubblicato tre thriller, considerati tra i più neri dalla critica; Il Boia (Hobby & Work 2005/ Giallo Mondadori 2008), La ferocia del coniglio (Hobby & Work, 2007) e L’illusionista (Aliberti, 2010). Dirige la casa editrice Algama (www.algama.it).

Leggi anche

Bruno Vespa non avrebbe dovuto intervistare Salvo Riina? E perché mai?

Enzo Biagi intervistò Liggio. C’è chi ha intervistato i peggiori assassini. E perché allora Vespa non può decidere di ascoltare Salvo Riina? Per quale ragione a decidere chi intervista chi deve essere la Commissione Antimafia?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Booking.com