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Il Festival di Sanremo visto attraverso i testi delle canzoni, Elio già vincitore? Mah

 

 

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Aspettando di goderci le canzoni dal vivo e dal teatro dell’Ariston, beh diamo un’occhiata ai testi delle canzoni e diamo i voti, così per gioco, senza pretese e per vedere l’effetto che fa. A proposito? Carlo Conti, deus ex machina del Festival nazionalpoplare (con Maria De Filippi che scruta da lontano) si porta a casa la sufficienza piena: l’anno scorso ha stupito, oggi può confermarsi stupendo persino Pippo Baudo.

Annalisa: con Il diluvio universale canta anche la spudoratezza dell’amore. Sì è da podio, voto  7.

Arisa: Guardando il cielo è un gran bel pezzo, non il Pezzo, ma tra i primi 3 ci sta. Voto: 7,5 che citando una strofa: <Se un giorno un’altra vita arriverà, Mi sono già promessa di non viverla in città>.

Alessio Bernabei: Noi siamo infinito, ma coi Dear Jack comunque girava meglio, è compito scolastico post talent; voto 5,5 ma le sue ammiratrici lo sosterranno.

Bluvertigo: Semplicemente scritta da Morgan è … acutamente stupefacente, che certi qualcosa nascono appunto con semplicità, per restare. Voto 6,5.

Giovanni Caccamo e Deborah Iurato: occhio alla loro Via da Qui scritta da mister Negramaro Giuliano Sangiorgi. Voto : 8 possono essere la sorpresa 2016.

Clementino: Quando sono lontano è brano nostalgico ma non quaglia. Voto: 5.

Dear Jack: tornano orfani del neo rivale Bernabei ma forse era meglio se lasciavano il posto ad altri. Mezzo respiro non prende, ma garberà ugualmente alle loro fan scatenate. Voto: 4,5.

Dolcenera: Ora o mai più dice la sua canzone eh … sì meriterebbe davvero di vincere quest’anno, dopo avere mancato il colpaccio in passato, che domani ecco non si sa. Ma presumibilmente la voce sensualintrigante di Dolcenera sbancherà soltanto le radio. Mai dire mai però, voto: 7.

Elio e le storie tese: vincitori annunciati ma occhio all’effetto trono che potrebbero iniziare il Conclave da Papa e uscirne ancora cardinali. Ma Vincere l’odio è un pezzone da 9 e da podio.

Irene Fornaciari: figlia d’arte e stop. Blu, canzone popelettronica, ma il voto è 4,5.

Lorenzo Fragola: un anno fa ha pagato lo stress della prima volta all’Ariston. Stavolta con Infinite volte, se saprà cantare leggero può stupire. Voto: 7.

Francesca Michielin: Nessun grado di separazione sa sbaragliare ed ha l’X Factor. Voto: 6,5.

Neffa: Sogni e nostalgia è canzone gradevolmente ruffiana. Voto 6,5.

Noemi: per la sua La borsa di una donna si è mosso Marco Masini e, se la rossa più radiofonica d’Italia canterà come sa, ecco può vincere. Voto: 8.

Patty Pravo: icona e  Zampaglione le ha confezionato un testone teatrale. La voce non è più quella di una volta, ma la classe non è acqua. Cieli immensi si porta a casa un 6 pieno.

Rocco Hunt: con Wake up porta il funk a Sanremo. Il voto? Cinque.

Enrico Ruggeri: canzone energetica la sua anche se il Ruggeri di una volta era appunto un’altra cosa. Il primo amore non si scorda mai (sicuri nell’era del virtuale?) è tuttavia da 6 con stima  poiché citando il vitaminicopezzo … <E’ passato il tempo, ci ha scavato dentro>.

Valerio Scanu: deve decidere cosa vuole fare da grande, con Finalmente Piove (voto 8, Fabrizio Moro gli ha confezionato un assit alla Messi) ha le carte in regola per crescere.

Stadio: chapeau a Un giorno mi dirai e voto 6,5 al progetto.

Zero Assoluto: Di me e di te … non sa di saporito, voto 5.

 

Stefano Mauri

 

Chi è Stefano Mauri

Stefano Mauri nato a Crema nel gennaio 1975, mese freddo e nebbioso per eccellenza. E forse anche per questo, per provare a guardare oltre la nebbia e per andare oltre le apparenze, con i suoi scritti prova a provocare, provocare per ... illuminare. Giornalista Free Lance, Sommelier, Food and Wine Lover, lettore accanito, poeta e Pierre appassionato, Stefano Mauri vive, lavora, scrive, degusta, beve e mangia un po' dappertutto. E ovunque si prefigge lo scopo di accendere se non una luce, beh almeno un lumino, che niente è come sembra, niente. Oltre a collaborazioni col mondo (il virtuale resta una buona strada, ma non è La Strada) web, Stefano Mauri, juventino postromantico e calciofilo disincantato, collabora con televisioni, radio e giornali più o meno locali. Il suo motto? Guardiamo oltre, che dietro le apparenze si cela il vero mondo.

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