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I pericoli dello “scoop”

ajad seduto in spiaggia

 

Un giorno il capo redattore di un quotidiano mi disse che le buone notizie non fanno notizia. Naturalmente non è vero. Sembra vero soltanto perché i media hanno abituato le persone a questo atteggiamento mentale. E c’è un motivo.

I media fanno parte del Sistema e il sistema ha necessità di potere, per riuscire a sopravvivere così come lo conosciamo. E per esercitare questo potere ha necessità che le menti siano disposte in un atteggiamento negativo: paura, ansia, terrore, angoscia, disorientamento, eccetera eccetera…

In questo modo le persone sono portate a cercare sicurezza, aiuto, conforto e protezione; cose che il Sistema promette di offrire, anche se spesso si tratta solo giustappunto di promesse.

Le buone notizie invece sono pericolose per chi ha interesse a mantenere il dominio sulle masse.

Le buone notizie possono infondere incoraggiamento, fiducia di poter migliorare le cose, ottimismo, persino allegria.

Bene, nessuno, tra coloro che desiderano detenere il potere ha interesse a che le masse siano in qualche modo gioiose.

Non è possibile dominare un essere gioioso, non è possibile dominare un essere allegro, non è possibile dominare un essere che ha fiducia nell’Esistenza.

Una siffatta creatura è una creatura libera, quasi impossibile da condizionare.

…E ogni forma di potere si basa prima di tutto sul condizionamento mentale.

Il potere per mantenersi tale ha bisogno di individui sofferenti, insicuri, impauriti, meglio se anche superstiziosi e per creare un clima di questo tipo non c’è niente di meglio delle notizie adatte, quelle che appunto vengono definite cattive notizie.

In realtà da un punto di vista della comunicazione non avrebbe molto senso parlare di buone o cattive notizie, dato che per notizia s’intende generalmente l’informazione su un fatto o un evento in corso o appena concluso.

In questo senso le buone notizie si possono trovare dappertutto, il mondo è pieno di buone notizie, ma se a monte vengono selezionati solo quei fatti o quegli eventi che procurano stress mentali ecco che le masse sono portate a credere che le buone notizie non esistano più.

E questo è proprio ciò che il Sistema vuole che credano le masse.

Per questa ragione chi ama mantenersi “informato” farebbe bene a cercarsi anche le buone notizie, per mantenere il proprio equilibrio psicologico.

Rimanere ancorati agli stimoli negativi alla lunga è come una droga e come tale un veleno e il rapporto che si instaura con gli organi d’informazione è del tutto simile a quello tra tossicodipendente e spacciatore.

 

Ajad Akaam

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Chi è Ajad Akaam

Ajad Akaam significa “libero dai desideri”. Il suo vero nome è Daniele G. Genova e fino a qualche anno fa era un brillante scrittore di noir. E un abile investigatore privato. Con l’arrivo della crisi economica ha perso tutto: lavoro, casa e famiglia. Dopo aver pensato al suicidio, una mattina si è risvegliato. E ha riso per otto ore, cambiando completamente e lasciandosi alle spalle il peggio e perfino il proprio nome. Da allora fa il contadino. Per aiutare gli altri a superare i problemi quotidiani ha iniziato a raccontare le sue massime su come vivere meglio. Presto sono nati su Facebook ben sette gruppi di fans. A febbraio 2015 esce in libreria con “Il miracolo sei tu”, edito da Cordero. I ricavati andranno in beneficenza.

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