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Medina – La donna che visse tre X

foto by Cappi per MILANO DA MORIRE

Alla fine dell’autunno 1994 pubblicai sul numero 1 di SuperGiallo Mondadori un racconto intitolato Milano da morire in cui faceva la sua prima apparizione un personaggio di nome Carlo Medina: non un detective, ma un “eliminatore di problemi” al di fuori della legge, non dissimile dal Signor Wolf di Pulp Fiction (anche se io l’avevo ideato molto prima). Quella storia, insieme ad altre tre pubblicate sugli speciali di Mondadori, andò a formare un volume del 2003, ora riproposto da Cordero Editore con il titolo Medina – Milano da morire. Fu non solo l’entrata in scena di un personaggio di cui continuo a scrivere da oltre vent’anni, ma anche il primo tassello di un mosaico che riunisce le storie di altri miei personaggi: la contractor Mercy “Nightshade” Contreras, protagonista di un ciclo pubblicato da Segretissimo Mondadori, che firmo per esigenze editoriali con lo pseudonimo François Torrent; la killer professionista Rosa “Sickrose” Kerr, rivale o alleata di Mercy a seconda delle circostanze (il loro primo incontro è nel romanzo Nightshade – Obiettivo Sickrose, ripubblicato in libreria da Edizioni Cento Autori), e Toni Black, detective senza licenza al centro del romanzo Black and Blue, in uscita da Cordero Editore nel 2016. Di fatto Carlo Medina inaugurò così un universo thriller che i lettori hanno battezzato “Kverse”, in cui i personaggi si incrociano spesso nei vari episodi. Ed è il protagonista del mio libro di maggior successo in assoluto, Ladykill – Morte accidentale di una lady, il thriller che ricostruisce in modo romanzesco ma plausibile il caso Diana Spencer, che potrebbe avere prossimamente una nuova edizione.
Qui vi propongo un racconto scritto qualche anno fa, quando fui sfidato a scrivere una detective story – con tanto di indizi e false piste – in due pagine. Un’impresa difficile, ma non impossibile, se il caso viene affidato a Carlo Medina. 

LA DONNA CHE VISSE TRE X

Mary Lou Goldstein non si rivolgeva spesso al killer professionista di nome Carlo Medina: quando aveva bisogno di eliminare qualcuno, c’era chi provvedeva per lei. Nata a Hong Kong e trasferitasi a Milano, Mary Lou gestiva una casa di produzione di film XXX che copriva varie attività illecite, riciclaggio in testa. In passato tra lei e Medina c’era stata persino qualche rivalità, ma in quella torrida mattina d’estate Mary Lou era nei guai. Lo chiamò alle dieci e lo convocò nel loft che usava come studio cinematografico.
-Devo capire cos’è successo- gli disse. -Morte naturale, suicidio, omicidio?

Medina, guardò il cadavere disteso nudo sul letto. Anche nella morte, Gennaro Scaccia in arte Johnny Sherlock ostentava la caratteristica anatomica che aveva fatto la sua fortuna nel porno. -Non sono né un detective né un medico legale.

-Ma ammazzi la gente in modo che non sembri ammazzata. Se Johnny è stato ucciso, voglio che trovi chi è stato e gliela faccia pagare. Che figura ci faccio nell’ambiente, se mi limito a far sparire il corpo?

Medina si tolse la giacca, allentò la cravatta, mise gli occhiali e si chinò sul morto. Lo sollevò: la schiena era violacea, ma alla pressione di un dito la pelle tornava bianca. -Intanto spiegami che cosa ci faceva Johnny qui nello studio mentre nessuno stava girando- chiese, lasciando ricadere il corpo irrigidito sul letto di scena. Guardò l’orologio: le 12.10. Poi sollevò un braccio del defunto e lo esaminò.

-Lo ospitavo. Era di passaggio da Milano e sono riuscita a metterlo al volo nel cast di Kiss Kiss Gang Bang con Angela Kiss. Stamattina lei tornava a Budapest e lui doveva andare a Parigi per una nuova serie di film. Ieri abbiamo girato due scene con lui, poi abbiamo fatto la festa di fine riprese.

-Chi c’era alla festa?- Medina esaminò anche l’altro braccio.

-Be’, tutti: Angela Kiss… in realtà si chiama Angyalka qualcosa, un cognome ungherese; Perry Mazzucco, l’altro protagonista del film; Giulietto, il regista…

Mentre lei elencava i presenti, Medina perlustrò lo studio e l’ufficio, guardando anche tra i rifiuti: niente, a parte un bicchierino di plastica; tutti i cestini erano stati svuotati alla fine della festa. La macchina del caffè era accesa; dentro c’erano tre capsule usate.

-L’ho trovata così- disse Mary Lou. -Mi sono fatta un caffè un paio d’ore fa, dopo averti chiamato.

In bagno Medina notò tracce di polvere bianca sulla mensola sopra il lavabo. Nell’armadietto c’erano aspirina, nimesulide, triazolam e un termometro, di cui si appropriò. Anche qui niente nel cestino dei rifiuti. -Sai se Johnny si bucasse?

-No, no! Sniffava coca, ma aveva il terrore degli aghi. Quando ha fatto il test dell’AIDS è svenuto.

-Qualcun altro dei tuoi?- Medina tornò al letto e, senza troppi riguardi, infilò il termometro nel cadavere.

-Nessuno del mio staff. E gli attori… be’, io e la truccatrice ce ne saremmo accorte. È difficile nascondere i buchi, quando sei nudo.

-Infatti.- Medina indicò l’avambraccio destro del morto, su cui era appena visibile un puntino rosso. -Johnny sembra vittima di un’overdose di eroina. Qualcuno gli ha fatto un’iniezione e gliel’ha fatta pure bene; poi ha portato via la siringa. Se qui nessuno ne fa uso, l’assassino si è procurato l’eroina apposta. È un omicidio premeditato.

-Ma lui non si sarebbe mai fatto fare iniezioni da nessuno!

-La macchina del caffè è stata pulita, immagino dopo la festa.- Lei annuì, mentre Medina proseguiva. -Poi sono state consumate tre capsule. Ma nei rifiuti c’è solo il bicchierino che hai usato tu. Per cui Johnny ha bevuto un caffè con qualcuno che ha fatto sparire i loro due bicchierini: su uno c’era il DNA dell’assassino, nell’altro forse tracce di sonnifero. L’iniezione è stata fatta mentre Johnny dormiva.

Mary Lou strinse gli occhi, mettendo in luce le piccole rughe che tradivano l’età sul suo levigato viso orientale. -Perry! Il contratto a Parigi doveva essere suo, ma Johnny ha fatto un paio di telefonate e si è fatto scritturare al suo posto.

-Perry è rimasto qui da solo con lui, dopo la festa?

-No… Verso l’una Johnny ha litigato con Giulietto, per la vecchia storia dell’attrice messicana.- La donna si portò un dito a una narice. -Quando tirava, Johnny dava i numeri. Perry ha preso le parti di Giulietto. Stavano arrivando alle minacce. Allora ho ricordato a Johnny che stamattina aveva l’aereo alle sette. I ragazzi hanno fatto pulizia e lo abbiamo lasciato solo. In realtà ce ne siamo andati tutti a casa mia. C’era anche Perry con noi.

-Chi ha le chiavi dello studio?

-Io ho le mie, quelle di riserva le ho date a Johnny. Doveva lasciarle nella cassetta della posta quando usciva.

-Quindi l’unico modo per entrare era farsi aprire da lui?

-Sì. Sono uscita per ultima e ho sentito che chiudeva a chiave.

-Fino a che ora sono rimasti da te?

Mary Lou si strinse nelle spalle. -Le quattro, più o meno. Angela è andata direttamente all’aeroporto di Orio, gli altri a casa loro. Ma forse uno è tornato qui…

Medina recuperò il termometro dal cadavere. -35ºC… Sei tu l’assassina, Mary Lou?

-Cosa?- fece lei, allibita e spaventata al tempo stesso.

-Di norma la temperatura di un cadavere scende di mezzo grado all’ora. Se ci basiamo solo su questo, Johnny risulta morto due ore fa, cioè dopo che sei arrivata qui. Ma forse è ciò che spera l’assassino: che tu faccia sparire la salma per non essere incriminata, evitandogli così qualsiasi rischio di indagini e autopsie. In realtà la cocaina alza la temperatura e qui dentro fa molto caldo, con l’aria condizionata spenta. Quindi la morte può anche risalire a sei ore fa. Il che concorda con l’avanzato rigor mortis e il fatto che la lividezza del cadavere non è ancora definitiva. Considerato il tempo perché facesse effetto il sonnifero e Johnny entrasse in coma da overdose, l’iniezione dovrebbe risalire alle 4.30-5.00.

-Hai detto che non eri un medico legale.

-Ho letto molti gialli. Chi era l’attrice messicana di cui parlavi?

-Helena Varga. Una storia di dieci anni fa. Giulietto l’ha scoperta al Superstrip e l’ha portata sullo schermo con il nome di Salsa Hayek. Ma poi Johnny le ha rovinato la carriera: quando gli è venuta la paranoia dell’AIDS, si è messo in testa che lei era HIV-positiva. Anche se non era vero, nessuno l’ha più voluta in un film. È finita a lavorare in un localaccio, si è data alla droga ed è…- Mary Lou strinse di nuovo gli occhi -… morta di overdose! Allora l’assassino è Giulietto!

-Posso usare il pc?- chiese Medina. -E avere un caffè, già che ci siamo?

Mentre Mary Lou glielo preparava, lui telefonò alla sua assistente, Barbara: in ufficio avevano database su vari ambienti professionali, compreso il porno. Quando Mary Lou lo raggiunse, Medina aveva una domanda da farle. -Faresti entrare a bere un caffè qualcuno con cui hai appena litigato? Forse no, specie se hai fretta di prendere un aereo. Questo esclude Perry e Giulietto… ma non Angela Kiss. Il volo per Parigi di Johnny era alle 6.55, da Linate: un quarto d’ora in taxi da qui. Se voleva essere in aeroporto due ore prima, gli bastava uscire alle 4.40. Ma il volo da Orio per Budapest è alle 13.00. Angela ha mentito: non aveva ragione di correre all’aeroporto alle 4.00. Ma aveva fretta di tornare qui prima che se ne andasse Johnny.

-Angela? Cosa c’entra lei?

-Kiss non è uno pseudonimo, è un cognome ungherese. Angela si chiama davvero Angyalka Kiss e prima di lavorare nel porno ha fatto per un anno l’infermiera. Ma anche Varga è un cognome ungherese: Helena non era affatto messicana, fingeva solo di esserlo. E risulta che a sedici anni si sia sposata a Budapest con un certo Antal Kiss. A giudicare dalla data di nascita, direi che Angela sia la figlia di Helena Varga.- Medina mise lo zucchero nel caffè e lo mescolò. -Il suo volo sta partendo ora. Ma vuoi davvero che io vada a Budapest a uccidere una ragazza che si è vendicata del bastardo che ha rovinato sua madre?

©Andrea Carlo Cappi, 2011
Nomi, pseudonimi e situazioni sono puramente immaginari. Qualsiasi somiglianza con personaggi o fatti reali è puramente casuale.

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Chi è Andrea Carlo Cappi

Andrea Carlo Cappi, nato a Milano nel 1964, vive da anni tra l'Italia e la Spagna. È uno dei più attivi scrittori italiani di letteratura di genere, spaziando fra thriller, avventura e fantastico. Dal 1993 ha pubblicato cinquanta titoli fra narrativa e saggistica e più di un centinaio di racconti. È anche traduttore di numerosi bestseller dall'inglese e dallo spagnolo e ha curato varie edizioni italiane dell'agente 007. Ha scritto i racconti e romanzi del "Kverse", l'universo thriller che riunisce le serie "Nightshade" (da Segretissimo Mondadori, firmata a volte con lo pseudonimo François Torrent), "Medina" (Il Giallo Mondadori, Segretissimo Mondadori) e "Black" (Cordero Editore). Sono riapparsi di recente in libreria "Medina-Milano da morire" (Cordero), "Nightshade-Obiettivo Sickrose" (Cento Autori), cui si aggiungono le novità "Black and Blue" e "Back to Black" (Cordero). Algama Editore (www.algama.it) sta pubblicando in ebook parecchi titoli editi e inediti di questo ciclo: "Malagueña", "Dossier Contreras", il serial "Missione Cuba", "Black Zero", "Black and Blue". Cappi ha dato vita anche a una saga horror-erotica con il romanzo "Danse Macabre-Le vampire di Praga" (Anordest). Ha collaborato al serial di RadioRAI "Mata Hari" e ai fumetti di "Martin Mystère", personaggio cui ha dedicato racconti e romanzi originali, tra cui "L'ultima legione di Atlantide" (Cento Autori). Ha scritto poi quattro romanzi originali con protagonisti Diabolik ed Eva Kant, ora ripubblicati da Excalibur/Il Cerchio Giallo. Per Algama è autore dell'ebook "Fenomenologia di Diabolik", saggio autorizzato sul Re del Terrore e il suo mondo in tutte le loro declinazioni, ora riproposto in un volume illustrato a colori da Edizioni NPE. Sono disponibili in ebook anche il saggio "Le grandi spie" (Vallardi), il mystery "Il gioco della dama" (dbooks.it), le storie erotiche de "La perfezione dell'amore" (Eroscultura) e il racconto fanta-erotico "Nuova carne" scritto a quattro mani con Ermione (Eroscultura); con lei Cappi ha pubblicato inoltre per Algama gli ebook "Tutto il ghiaccio del mondo" e "Cosplay". Gestisce con Giancarlo Narciso il webmagazine Borderfiction.com e con Fabio Viganò il blog "Il Rifugio dei Peccatori".

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