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Tra non molto è Natale. Lettera al bambino interiore.

AJAD VANGA

 

Sono stato mille cose e nessuna di esse.

Sono stato una folla e in quella folla mi sono perso.

Ora guardo e vedo, vedo la terra che ci supporta e ci sopporta e noi che l’avveleniamo. E lo stesso per gli animali, che crediamo nostra proprietà.

Sembrava scandaloso offrire sacrifici di animali a dio all’ingresso del tempio.

Ora sacrifichiamo tutto questo, ogni momento, alla nostra mente, al nostro ego: un vecchio dio, quello stesso dio che si compiaceva del sangue degli agnelli, e ci pare una cosa normale.

Sembra che ci sia un anello mancante nella nostra evoluzione, un anello che ci rende alieni a questa terra, agli animali nostri simili, alle piante al cielo stesso.

Col denaro puoi comprare solo ciò che non puoi in realtà possedere, come pure il denaro stesso, a che ti serve tutto questo?

Babbo Natale non sono i genitori che di nascosto posano i doni sotto l’albero.

Babbo Natale sono multinazionali che fanno credere ai tuoi “genitori” che l’amore possa chiudersi in un oggetto.

Dietro il consumismo ci sono multinazionali, dietro quegli interessi c’è il dio denaro e dietro ancora, c’è il demone dell’io, dell’ego, dell’illusione.

L’amore non si compra, non si vende, né si regala. L’amore non è un oggetto.

Non puoi nemmeno possederlo, ne puoi però esserne posseduto.

E questo è il Vero Dono.

Si dice che la mente è un buon servitore e un pessimo padrone.

Puoi usarla per pensare o lasciare che essa pensi per te.

A te la scelta. E a nessun altro.

Gesù nella caverna è il simbolo della luce che rischiara il buio.

Quest’anno a Natale pensa alla terra, pensa agli animali, pensa alle piante, porta un filo di quella luce nel buio che divora tutto questo.

Allora, forse, sarà Natale.

Ajad Akaam

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Chi è Ajad Akaam

Ajad Akaam significa “libero dai desideri”. Il suo vero nome è Daniele G. Genova e fino a qualche anno fa era un brillante scrittore di noir. E un abile investigatore privato. Con l’arrivo della crisi economica ha perso tutto: lavoro, casa e famiglia. Dopo aver pensato al suicidio, una mattina si è risvegliato. E ha riso per otto ore, cambiando completamente e lasciandosi alle spalle il peggio e perfino il proprio nome. Da allora fa il contadino. Per aiutare gli altri a superare i problemi quotidiani ha iniziato a raccontare le sue massime su come vivere meglio. Presto sono nati su Facebook ben sette gruppi di fans. A febbraio 2015 esce in libreria con “Il miracolo sei tu”, edito da Cordero. I ricavati andranno in beneficenza.

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