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Giorgio Napolitano si dimette, tutti i nomi dei candidati al Quirinale

Oggi la lettera con cui il Presidente della Repubblica lascia il Quirinale. Una trentina i nomi in corsa per la successione. Ma quattro sembrano i più vicini a spuntarla. Eccoli tutti.

Giorgio-Napolitano

Arriva il giorno delle dimissioni di Giorgio Napolitano. Il presidente della Repubblica lascerà il Quirinale dopo quasi 9 anni di mandato.

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LE ULTIME PAROLE- Tra le ultime dichiarazioni, anche la risposta ad una bambina che, davanti alla reggia laica della Repubblica gli aveva chiesto se fosse contento di tornare a casa: «Certo che sono contento. Il momento è arrivato. Qui è tutto molto bello, ma insomma si sta un po’ troppo chiusi, si esce poco, quasi come in una prigione… A casa starò bene e potrò passeggiare».

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IL RICHIAMO ALL’UNITÀ – Il momento è delicato e il Presidente vuole lanciare un messaggio: «Abbiamo visto nei giorni scorsi cos’è successo in un Paese vicino e amico come la Francia. Siamo molto incoraggiati dalla straordinaria manifestazione di Place de la République. Però dobbiamo sempre stare in guardia senza fare allarmismo. Dobbiamo esser consapevoli della necessità, pur nella libertà di discussione politica e di dialettica parlamentare, di un Paese che sappia ritrovare di fronte alle questioni decisive e nei momenti più critici la sua fondamentale unità».

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L’AUSPICIO- Il premier Matteo Renzi si augura ora che il nuovo Presidente sia una figura di peso, capace di guidare il Paese nella difficile crisi che sta attraversando, un «arbitro di alto livello».

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LA REGGENZA- Subito dopo le dimissioni le funzioni di Capo dello Stato saranno svolte dal Presidente del Senato Pietro Grasso. Nel frattempo partirà la corsa al Quirinale.

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IL TOTONOMINE- Al momento sono una trentina i nomi che sono stati fatti, molto meno quelli che possono contare su una maggioranza ampiamente condivisa.

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ROMANO PRODI- Tra i nomi, circola spesso quello di Romano Prodi, nonostante la bocciatura nel 2013 per i 101 dissidenti. Il suo nome potrebbe essere anche gradito al M5S, indicato peraltro tra i papabili nella loro consultazione online. Ma lui ha detto a più riprese di non essere in corsa.

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LE DONNE- Tra le donne i nomi che circolano sono quelli di Roberta Pinotti, attuale ministro della Difesa, e Anna Finocchiaro, alla guidia della commissione Affari costituzionali del Senato. Ma anche quello di Emma Bonino, la cui candidatura femminile circola ormai dall’epoca della nomina di Carlo Azeglio Ciampi, senza che tuttavia sia mai riuscita a spuntarla. C’è pure chi parla di Laura Boldrini, presidente della Camera e dell’ex ministro della Giustizia Paola Severino.

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GLI ECONOMISTI- Tra gli economisti, i nomi più pesanti sono quelli di Pier Carlo Padoan, ministro dell’economia, figura di prestigio internazionale. E quello di Ignazio Visco, attuale governatore di Bankitalia. Mario Draghi, presidente della Bce, ha invece già confidato a tutti di non voler partecipare alla corsa.

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I PROFESSIONISTI- Vengono fatti anche i nomi di imprenditori e professionisti. Tra i primi è spuntato quello di Bernardo Caprotti, 89 anni, patron di Esselunga, proposto da Roberto Calderoli, che tra i professionisti non disdegnerebbe Vittorio Feltri, 71 anni, oggi editorialista de Il Giornale. Altro outsider è Renzo Piano, nominato senatore a vita da Napolitano, tra i più noti architetti al mondo. Infine si parla di Claudio Magris, scrittore e docente universitario, e di Riccardo Muti, che ha già fatto però sapere di non essere disponibile.

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LE FIGURE ISTITUZIONALI- Tra le figure istituzionali c’è quella dell’ex ambasciatore Sergio Romano, la cui diplomazia potrebbe essere considerata estremamente importante all’estero. Berlusconi ha indicato in passato Gianni Letta, ma per quest’ultimo, stante gli attuali equilibri, sarebbe più o meno impossibile spuntarla. Ampio il ventaglio politico di figure considerate di possibile equilibrio tra le forze: Mario Monti, Giuliano Amato – che potrebbe essere gradito anche a destra- e Stefano Rodotà, invece più apprezzati tra i grillini.

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I GIUDICI-  Non mancano i giudici: Sabino Cassese, giurista che ha appena concluso il mandato di giudice della Corte Costituzionale. E di Marta Cartabia, giudice attuale della Consulta, ma meno nota ai più. Si fanno anche di Raffaele Cantone, oggi presidente dell’Autorità anti-corruzione e di Pietro Grasso, presidente del Senato.

I POLITICI- Tra i politici, ancora, diversi nomi: Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, Dario Franceschini, attuale ministro della Cultura. E poi Luigi Zanda, capogruppo del Pd al Senato. Ma circolano anche i nomi di Graziano Del Rio, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Pierluigi Castagnetti e Pierferdinando Casini, presidente della Commissione esteri del Senato. Senza dimenticare Massimo D’Alema, il cui nome difficilmente uscirà dai giochi prima del fine della corsa.

LA TERNA- Ma sono tre i nomi considerati i più papabili, almeno inizialmente. Si tratta di Sergio Mattarella, già ministro e giudice costituzionale, autore della legge elettorale mista utilizzata dal 1994 al 2001. Il secondo nome è quello di Paolo Gentiloni, ministro degli Affari esteri. Il terzo quello di Piero Fassino.

LA SORPRESA- La vera sorpresa potrebbe infine essere costituita da Walter Veltroni, il cui nome circola insistentemente negli ultimi giorni.

e.m. per Oggi.it

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