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“Il sito di ricette MyCookin? L’abbiamo fatto in Inghilterra, qui c’è troppa burocrazia”

 

my cookinUltimamente la passione per il buon cibo è diventata quasi una mania, tant’è che nei paesi anglosassoni hanno coniato il termine “food-porn”, che non ha certo bisogno di traduzioni. Ma davvero stare davanti a padelle e fornelli è solo una questione privata tra chef stellati e aspiranti cuochi dall’agonismo esasperato? Una risposta prova a darla MyCookin.com, social nato a Londra da un’idea di due emigranti italiani trentenni. Alessio Di Salvo, cofondatore del sito, è il classico esempio di chi i sogni non si limita a inseguirli, ma li realizza in concreto. Anche se lontano dall’Italia.

Com’è nato MyCookin?

«Immaginate un punto di ritrovo per tutti gli amanti della cucina, dove persone da tutto il mondo condividono la passione per il buon cibo. Dove spezie, sapori e culture diverse convivono e si mixano tra loro per creare un’unica grande comunità. Il sito nasce per far diventare realtà il sogno di chi ama cucinare, di chi ama condividere le proprie ricette e vuole conoscere nuove persone con la sua stessa passione, ma anche di chi è attento alla dieta, è vegetariano, vegano o ha bisogno di ricette senza glutine. Io e Saverio Cammarata siamo partiti da questa idea due anni fa e l’abbiamo realizzata trascorrendo il nostro tempo libero davanti a tante tazze di tè, biscotti e righe di codice, in una cucina casalinga diventata luogo di lavoro di due informatici con la passione per il buon cibo e la fotografia. Dopo un anno è entrata a far parte del gruppo Jessica, che ha disegnato la grafica del sito, e dopo poco è arrivato anche l’aiuto di Diana per la lingua spagnola, di Silvia per la parte legale e di Rosaria, Annamaria, Manuela e Leydy per la catalogazione delle ricette».

Come funziona in concreto MyCookin?

«In MyCookin non esiste una redazione che seleziona le ricette: queste sono inserite direttamente dagli utenti e vengono votate da tutti gli iscritti. Le migliori vengono visualizzate nei risultati del motore di ricerca. Non è necessario, quindi, cambiare sito per assecondare gusti, desideri o necessità. MyCookin calcola automaticamente le kcal, dice se la ricetta è vegetariana o senza glutine e dà una mano con la dieta. Le ricette sono tradotte automaticamente in italiano, spagnolo e inglese. C’è anche la funzione “svuota frigo” che suggerisce piatti a partire da tre ingredienti».

C’è qualche ricetta particolare che hai scoperto grazie a MyCookin?

«Ho scoperto come fare un tiramisù all’ananas o un risotto al Barolo con scaglie di Raschera. E non avrei mai immaginato che si potessero cucinare le cime di rapa in lavastoviglie!».

Perché secondo te in tempi di crisi economica gli italiani si stanno appassionando all’alta cucina, vedi il successo di trasmissioni come MasterChef?

«Gli italiani, ma non solo loro, stanno rivalutando l’importanza del cibo artigianale e biologico riscoprendo i sapori di un tempo. Il cibo fatto in casa ha un sapore diverso, più buono, e spesso è anche più economico. Il cucinare è tornato a essere una passione e anche la scelta di seguire una dieta vegetariana o vegana è spesso affiancata alla scelta di cibo di alta qualità o a chilometro zero. La crisi ha fatto riscoprire il piacere di fare la spesa al mercato e di scegliere i migliori prodotti con cura. Questo piacere accresce a sua volta quello del cucinare e del presentare esteticamente il piatto».

Consiglieresti a un trentenne di lasciare l’Italia per tentare di realizzarsi all’estero?

«Londra, dove vivo io, è una città dinamica che ti permette di fare carriera anche partendo da lavori che in Italia sono visti come umili. È una città che ti consente di ricominciare da zero. Bisogna saperla vivere: se sei pigro non è la città giusta per te, ma se hai tanta voglia di crescere e di vivere un’esperienza unica, fai un biglietto di sola andata. Per tornare c’è sempre tempo».

Ti definisci un italiano da esportazione o un’opportunità persa per l’Italia?

«Sono italiano e non rinnegherò mai Palermo, dove sono nato e cresciuto. Se MyCookin avrà successo sarà anche merito delle mille ricette tipiche di ogni nostra regione. Sono un siciliano emigrato a Londra per realizzare i miei sogni. Spero di poter fare qualcosa per l’Italia da qui».

Ma un’aziendacome MyCookin sarebbe potuta nascere in Italia?

«L’elevato costo per la costituzione della società è stato il nostro primo vero problema: non avevamo quella cifra a disposizione e non volevamo pagare tasse anche senza fatturare un euro. Dopo qualche mese, con sole 15 sterline e 30 minuti di tempo, MyCookin è diventata una ltd del Regno Unito, equivalente a una srl italiana. Purtroppo la burocrazia non facilita l’imprenditorialità e le alte tasse non lasciano tante scelte: se hai un’idea ma non hai i soldi, l’Italia non ti aiuta tanto».

Manfredi Lamartina per Vero

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