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Ammazzare Aldo Moro oggi

 

 

Gli eroi imperfettiTagliente e sarcastico,  “Ammazzare Aldo Moro oggi” è un surreale racconto di Stefano Sgambati, a fine mese in libreria con “Gli eroi imperfetti” (Minimum Fax).

Buona lettura.

 

 

 

 

 

 

 

AMMAZZARE ALDO MORO OGGI

Di Stefano Sgambati

 

– … Il corpo dell’onorevole Aldo Moro lo potete trovare a Via Caetani – ripeto: Via Caetani – nel bagagliaio di una Renault rossa. I primi due numeri di targa sono…
– Ma chi è, scusi?
– Mi sente?
– Sì, ma chi è?
– Brigate Rosse.
– Brigate cosa?
– Rosse.
– Senta, guardi che ha sbagliato numero.
– Il corpo dell’onorevole Aldo Moro lo potete trov…
– Di nuovo? Senta, ma lei chi sta cercando?
– Forse non ci siamo capiti…
– No, è lei che non ha capito, scusi. Lo sa che ore sono?
– Come sarebbe a…
– Ecco, glielo dico io. Sono le 13.45. Lo sa questo che cosa vuol dire?
– Non riesco a…
– Dico: lo sa questo che cosa vuol dire?
– Ma non…
– Io sto mangiando. Ha capito adesso?
-…
– Sono in pausa pranzo e guardi che ho risposto solo perché pensavo fosse mia moglie, che quella poi chissà che si pensa…
– Qui sono le Brigate Rosse, mi sente?
– Sì e io sono incazzato nero. Come la mettiamo?
– I primi due numeri di targa della Renault rossa sono.
– (fuoricampo) Ma chi è che rompe i coglioni?
– Ma che ne so, uno che non c’ha tanta fame…
– (fuoricampo) … E vabbè, mandalo affanculo, no!?
– Ha sentito il collega che ha detto?
– Senta, forse non ci siamo spiegati. Non posso parlare con un responsabile, per piacere?
– No, ha ragione: non ci siamo spiegati. Qui stiamo tutti mangiando. Se io le chiamo il “responsabile”, come dice lei, a me quello mi licenzia. È chiaro?
– Io sto chiamando per la questione Aldo Moro.
– E io le sto dicendo che c’ho le tagliatelle al sugo che mi si stanno a freddare.
– Ma il segretario del Partito…
– (fuoricampo) Aho, e ci vogliamo sbrigare o non ci vogliamo sbrigare?
– Senta guardi, mi fa il piacere di richiamare dopo le sedici per favore?
– Due ore di pausa pranzo vi prendete?
– Ma guarda questo… Lei sta parlando con un pubblico ufficiale, forse le è sfuggito il particolare. Come si permette?

***

– Pronto? – Parlo con il caporedattore del Corriere della Sera?
– Chi lo cerca?
– Brigate Rosse.
-…
– Ho la sua attenzione?
– Mi dica.
– Il corpo dell’onorevole Aldo Moro lo potete trovare a Via Caetani – ripeto: Via Caetani – nel bagagliaio di una Renault rossa. I primi due numeri di targa sono…
– Ma chi è?
– Dico: mi sente?
– Sì, io la sento, ma è uno scherzo?
– Nessuno scherzo. Stia calmo e mi ascolti. I primi due numeri di targa sono…
– Ma guardi che qua è un casino adesso…
-…
– C’è la conferenza stampa di Mourinho.
– Non ho capito.
– Sta parlando il Mister.
– Ma dove?
– Domani c’è la finale di Champions, lei capisce…
-…
– Quindi se non le dispiace io…
– Lei è il caporedattore del Corriere della Sera?
– Sì, sono io.
– Può passarmi il Direttore per piacere?
– (fuoricampo) Guarda che è cominciata!
– Un attimo! Senta, il Direttore adesso non può venire, faccia la cortesia. Io con chi sto parlando? Magari posso riferire.
– Brigate Rosse.
– Cerchi di capire… C’è in palio…
– Va bene, ma io…
– Le chiedo solo di richiamare più tardi, ora è un momento delicato…
– Perché sta parlando Mourinho…
– Ecco, sì. Se per piacere…
– Non interessa al primo quotidiano italiano di sapere dove si trova il cadavere dell’Onorevole Aldo Moro? Perché è di questo che sto parlando.
– Senta, ma forse lei è il caso che chiami direttamente la Nera. Le passo l’interno?
– Mi passi l’interno.

***

– Pronto, cronaca nera.
– Il corpo dell’onorevole Aldo Moro lo potete trovare a Via Caetani – ripeto: Via Caetani – nel bagagliaio di una Renault rossa. I primi due numeri di targa sono…
– Ma chi è?
– Brigate Rosse.
– Ma cos’è, quella trasmissione radiofonica?
– Prego?
– Quella che fanno gli scherzi telefonici?
– No, senta, faccia il piacere: qui sono le Brigate Rosse e se adesso mi ascolta se ne renderà conto.
-…
– I primi due numeri di targa della Renault Rossa sono…
– Aldo Moro ha detto?
– … Sì.
– Guardi, le spiego: il fatto è che la settimana scorsa ha chiamato uno dicendo che l’avremmo trovato in un lago e abbiamo scritto un articolo e sono tutti andati a questo lago solo che non c’era niente e, insomma, il Direttore ci ha fatto un culo tanto, perché dice che gli sono venuti a rompere i coglioni quelli dei Servizi Segreti, senza contare quanto è costato mettere su la troupe e…
– Le sto dicendo che il corpo dell’onorevole Moro è…
– Non è che io non le voglia credere, intendiamoci…
– … A Via Caetani…
– … È solo che qui dentro sono tutti precari, con orari assurdi e c’è un clima che, guardi, nemmeno le voglio dire. Io, personalmente, non è per raccontarle i fatti miei, ci mancherebbe, ma io sono quasi dieci anni che lavoro qui a progetto, dico, si rende conto?, a progetto da quasi dieci anni, e ho una moglie e due figlie proprio come il Direttore, solo che a differenza sua – quasi quasi mi metterei a ridere se la situazione non fosse tragica – a differenza sua io guadagno quattro volte di meno e se mi licenziano, se ne faccio un’altra sbagliata, non è che domani si mettono tutti qui fuori a fare la fila per assumermi, me la prendo proprio in quel posto, scusi la franchezza, nemmeno ci conosciamo ma…
– … Nel bagagliaio…
– … Io le farei vedere, giuro, non è questione di tirarsi indietro o di mancanza di amor proprio, le farei vedere le facce dei colleghi proprio in questo momento, perché mi sa che hanno capito, dovrebbe vedere come mi stanno guardando, c’è Pantalli in fondo alla stanza che mi sta minacciando con una spillatrice: quello, Pantalli, l’anno scorso si è fatto tutto il Primo maggio in redazione e mica gli hanno riconosciuto niente in busta paga, compie cinquant’anni la settimana prossima, tre figli, se glielo viene a dire lei, qui, di persona, che adesso deve prendere, uscire, farsi una trasferta gratis, prego, è il benvenuto, ma io no, guardi, la prego di capirmi, io non glielo dico, né a Pantalli, né a nessun altro, non dopo quello che è successo l’ultima volta, quindi, davvero, non è mancanza di fiducia, ma se questa notizia fosse vera, ecco, lei è un uomo di mondo, lo capisce, se questa notizia fosse vera, cioè se quello che mi sta dicendo fosse vero e lei fosse veramente delle Brigate Rosse e davvero quel cadavere fosse in quella macchina, santoddio, ha visto che ore sono? Tra poco qui se ne vanno tutti a casa…
– … Di una Renault rossa…
– … Aldo Moro o non Aldo Moro, quelli mi ammazzano, poi mi ritrovate a me dentro al portabagagli di una macchina. Tenga presente che questo mese hanno pure pagato con due settimane di ritardo: io capisco le vostre motivazioni, giuro, ognuno fa il lavoro che deve fare, però le chiedo pure di capire noi.
– … I primi due numeri di targa sono…
– Senta scusi, Via Caetani ha detto?
– … Sì, Via Caetani.
– Ha idea del traffico che c’è adesso verso il centro? Non è che, al limite, ce lo potreste portare fino a qui questo cadavere?

***

– Redazione di Porta a Porta.
– Sì pronto?
– Sì, redazione di Porta a Porta.
– Siete in pausa pranzo?
– Come dice?
– Siete mica in pausa pranzo?
– No, certo che no: sono le cinque. Dica pure.
– … Gli stipendi? Tutti puntuali?
– Ma è un sondaggio? Non riesco a capire.
– Va bene, scusi.
– … Con chi parlo?
– Brigate Rosse.
-… – Mi sente?
– Vada avanti…
– Il corpo dell’onorevole Aldo Moro lo potete trovare a Via Caetani – ripeto: Via Caetani – nel bagagliaio di una Renault rossa. I primi due numeri di targa sono…
– Aspetti un momento.
– Che c’è?
– Brigate Rosse ha detto?
– Sì, Brigate Rosse.
– Può attendere un momento in linea, prego?
-…
– Solo un minuto.
– Faccia pure.
– Gentilissimo, grazie. …
– È ancora lì?
– Sì ma…
– Senta, le chiedo scusa per l’attesa, ma il signor Vespa è andato in Emilia per il terremoto.
– Guardi che questo è un comunicato ufficiale delle Brigate Rosse in merito al cadavere di Aldo Moro…
– L’ho capito.
– Ecco, forse al signor Vespa interesserebbe un certo scoop.
– Senta, io non so come dirglielo…
– Cosa mi deve dire?
– Per quando sarebbe questa cosa?
– Come sarebbe a dire?
– Insomma, c’è stato il terremoto, lei ha seguito, no? Non è che esiste solo Aldo Moro. Sono morte tante persone, è crollato un edificio storico e la puntata di oggi è stata già registrata con gli ospiti. Abbiamo il sindaco e il signor Vespa effettuerà un giro della città disastrata insieme ad Alba Parietti che…
– Ma lei si rende conto della portata della cosa?
– Certamente, ma come facciamo adesso a inserirla in scaletta? Abbiamo anche Alessandra Amoroso di “Amici” che canterà dal vivo per gli sfollati: tutti i nostri reporter sono impegnati a frugare nei profili di Facebook delle vittime, non abbiamo tempo per…
– E secondo lei cosa ci dovrei fare io con questo cazzo di cadavere?
– Ha provato a chiamare ai giornali?
– Non me ne parli…
– Le forze dell’ordine?
– Ha una domanda di riserva?
– Senta, io non so proprio come aiutarla e le garantisco che vorrei. Qui non c’è nessuno, la puntata di questa sera, come le ho detto, sarà tutta in esterna: le direi di risentirci per la puntata di venerdì, ma su SkyUno c’è la finale di X-Factor e l’azienda ci ha chiesto di organizzare una controprogrammazione coi controcoglioni, quindi avremo in studio tutti i cantanti “Big” di Sanremo e, insomma, lo capisce da solo che il cadavere di Aldo Moro stonerebbe non poco, la gente cambierebbe di sicuro canale e chi glielo spiega agli inserzionisti? Lei? Ha idea di quanto costano trenta secondi di spot nella nostra trasmissione a quell’ora? Con tutto il rispetto per l’onorevole Moro, ché si vedeva che era tanto una brava persona, e pure per voialtri, ci mancherebbe, che di sicuro non è che fate una vita facile, visti i tempi che corrono, ma io le consiglierei di trovare qualcun altro o di cambiare proprio strategia: oggi, lo vede anche lei, sta tornando di moda il tritolo, le esplosioni: queste esecuzioni non piacciono più a nessuno. Provi con Matrix, al limite.
– Ma lei al signor Vespa, almeno, l’ha avvisato della cosa?
– Guardi, nemmeno mi ha risposto al telefono, sinceramente: quello quando sta “sotto Terremoto” non ha più orecchie per niente e nessuno.
-…
– Senta, io vorrei venirle incontro ma… Se vuole abbiamo una puntata libera tra quattro venerdì. Le dico subito che potremmo avere come ospiti Antonella Clerici, Andrea Roncato di Gigi e Andrea e Martufello. Se lei magari mi richiama in settimana, vediamo di organizzarci, fissiamo la scaletta e…
– Andrea Roncato?
– Sì.
– Antonella Clerici?
– Sì!
-…
– Ne verrebbe fuori un ottimo dibattito, secondo me. Guardi, le garantisco almeno 3 milioni di media e un picco di share del 38%. Adesso faccio un paio di telefonate. Di chi ha detto che è questo cadavere?

***

– Pronto?
– Sì, salve.
– Chi è, scusi?
– Parlo con il signor Lele Mora?
– Può dirmi chi è?
– Brigate Rosse.
– Cosa desiderano?
– Senta, io qua c’ho un cazzo di cadavere che se aspetto ancora un po’ me lo divorano i gabbiani di Torvaianica.
– Guardi che io non la conosco.
– Mi dica solo come devo fare. Lei fa di queste cose no?
– Ma di cosa sta parlando? Come si permette? Io sono un agente dei divi. Io faccio diventare le persone famose. Io rendo le cose possibili!
– Appunto, mi senta bene: ‘sto cadavere a noi ci serve o non ci serve? Io dico che ci serve e ci serve bello riconoscibile. Allora vediamo di non far passare altro tempo e mi dica lei come devo fare per farlo diventare una notizia appetibile.
– Ma di chi stiamo parlando, scusi?
– Aldo Moro.
– Aldo Moro?
– Che edizione del Grande Fratello ha fatto?
– No, senta…
– L’Isola dei Famosi?
– Non-ha-fatto-reality-show. Aldo Moro, il segretario di…
– Comunque non è importante.
– Meno male.
– È morto MORTO?
– Stecchito.
– Bene.
– Bene?
– Certo. Siamo in Italia. Qui ad alzare l’audience sono i morti e Belen Rodriguez.
– Ma mi hanno detto che oggi come oggi non…
– Si infatti c’è un però.
– Mi dica. È lei l’esperto.
– Com’è questo cadavere?
– E come vuole che sia? È un cadavere!
– Dove sta?
– Il corpo dell’onorevole Aldo Moro lo potete trovare a Via Caetani – ripeto: Via Caetani – nel bagagliaio di una Renault rossa. I primi due numeri di targa sono…
– Senta, tagli corto. Non è questo che mi interessa.
– E cosa…
– Com’è vestito?
– In che senso com’è…
– Com’è vestito?! Cos’ha addosso?
– Ma… Veramente non mi ricordo. Mi sembra dei pantaloni color cachi. Insomma…
– Pantaloni ha detto?
– Sì, pantaloni.
– E poi?
– Una camicia. Mocassini. Ma adesso non…
– Non ci siamo.
– Che significa “non ci siamo”?
– Senta, signor come si chiama…
– Brigate Rosse.
– Ecco, allora: lei vuole o non vuole che il suo cadavere sia domattina sulla bocca di tutti?
– Certo che lo voglio!
– Allora mi deve ascoltare. In questo io sono il numero uno.
– L’ascolto Maestro.
– Lei lo sa che io ho fatto incidere un disco a Lorenzo del Grande Fratello 2?
– Veramente?
– Parola.
– Complimenti Maestro.
– E non so se ha visto le tette di Cristina.
– Ah, se le ho viste…
– Le piacciono?
– Da morire…
– Ecco. Idea mia.
– Vuol dire che prima…
– PIATTA.
– Piatta?!
– Piatta. Rasoterra. Nisba. Nada.
– I miei complimenti, Maestro.
– Perciò mi ascolti.
– L’ascolto.
– Questo cadavere…
– Sì?
– Gli dobbiamo mettere le calze a rete.
– COSA dobbiamo fare?
– E una gonna.
– Ma…
– NIENTE ma.
-…
– Pensa di potersi procurare questi oggetti?
– Penso di sì, ma…
– Di nuovo con questi “ma”? Lei non si preoccupi.
– Sì, Maestro.
– E cocaina.
– No! Cocaina no!
– Sì, cocaina sì!
-…
– Gliela metta in tasca…
– Ma ha detto che bisogna infilargli una gonna…
– Le fanno anche con le tasche.
– Va bene.
– Non è che ha anche un altro cadavere?
– No!
– Peccato.
-…
– Chiamo subito Fabrizio. Non starà più nella pelle.
– Fabrizio?
– Vuole che tutti ne parlino, no?
– Sì, ma…
– E allora serve il fotografo. Ripeto, IL fotografo.
-…
– Noi ci vediamo tra un’ora… Dove ha detto che sta questo cadavere?

***

– Pronto, parlo con le Brigate Rosse?
– Ssssì, mi dica.
– Eh, senta… È sua una Renault Rossa parcheggiata in Via Caetani?
– Ssssì, che cosa…
– Pezzo di stronzo, e quello lo chiami parcheggio?

 

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Chi è Vicolo Cannery

Vicolo Cannery è un'agenzia letteraria e un progetto culturale, fondati a Roma nel 2011 da Corrado Melluso, Tommaso De Lorenzis, Tommaso Giagni e Martina Giorgi. www.vicolocannery.it

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