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La Ragonese: “Vermeer mi ha stregato”

isabella ragonese

«Il dipinto di Johannes Vermeer mi ha stregato. Mi è sembrato che la ragazza si girasse verso di me, come se volesse dirmi qualcosa. Mi ha colpito il suo sguardo che ti “tira dentro”: forse perché è quello che ci proponiamo noi attori, portare dentro gli spettatori». Isabella Ragonese non conosceva il celebre capolavoro che ha ispirato il romanzo di Tracy Chevalier dal quale è stato tratto ora un audiolibro (da ascoltare su iodonna.it), di cui lei è una dei protagonisti interpreti. Quando l’ha visto alla mostra di Bologna ne è rimasta subito estasiata, come racconta nell’intervista di “Io donna”, in edicola dal 22 febbraio. «Amo le figure femminili nella pittura. Come quella di “Déjeneur sur l’herbe”, l’opera di Edouard Manet, forse la mia preferita. Sugli sguardi costruisci una storia, come ha fatto Tracy Chevalier». Isabella nei prossimi mesi sarà al cinema con tre film, in tv e teatro. «Le cose mi capitano: non mi piace forzare la mano. Sono siciliana e fatalista. Sono cresciuta in una casa piena di libri, ma da bambina non leggevo mai. Finché sono rimasta folgorata da Italo Calvino, con “Il barone rampante” e “Lezioni americane”. Da allora non ho mai smesso di leggere, soprattutto Gabriel Garcia Marquez».

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