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Jerry Calà: “Non sono bello…piaccio!”

 

jerry calà

Festeggia i suoi quarant’an­ni di carriera con uno spettacolo divertente e coinvolgente che gli sta regalando enormi soddisfazioni in tutta Italia: Non sono bello… Piaccio!, prodotto da Alex In­termite e dalla The Best Orga­nization. Jerry Calà si racconta con la consueta simpatia a Vero tra progetti professionali e ri­cordi sentimentali. Il frizzante attore veneto ci svela come sua moglie Bettina sia riuscita a far mettere la testa a posto persi­no a un casanova come lui e a trasformarlo in un perfetto marito e in un papà da dieci e lode. E se qualcuno gli chiede come riuscisse all’epoca a fare incetta di conquiste femminili, la risposta è presto detta: “Non sono bello… piaccio!”.

Giorni fa, la rete è andata in tilt per la notizia della tua morte…

«Qualche buontempone ha diffuso su Facebook questa falsità. Io ho riposato anche la notte precedente, ma non certo in eterno (ride, ndr)».

Sei talmente vivo e in for­ma che ti troviamo alle prese con un impegnativo spettaco­lo teatrale.

«È il racconto della mia car­riera attraverso la musica, che ha rappresentato una costante del mio percorso artistico. Non a caso, già da bambino, suona­vo nei gruppi beat a Verona. I Gatti di Vicolo Miracoli nasco­no come gruppo musicale per trasformarsi poi in cabaret. Si tratta di uno spettacolo coin­volgente in cui ripercorro con il pubblico tutta la strada che ho fatto finora, tra musica, rac­conti, risate, battute e imma­gini. Quarant’anni di carriera da poco festeggiati e vissuti sempre con grande divertimen­to. E la cosa bella è che ad ap­plaudirmi è un pubblico vasto e trasversale. Ho tanti giovani fan, infatti, che nemmeno era­no nati quando giravo i miei film di maggior successo, ma che magari li hanno scoperti e apprezzati dopo grazie ai loro genitori».

Non sono bello… Piaccio! è il titolo del tuo spettacolo, ma anche un motto che ti ha accompagnato nelle tue tantissime conquiste fem­minili…

«È un po’ un sunto della mia vita, uno slogan adotta­to anche da tutti quelli che per conquistare il cuore di una donna hanno dovuto puntare sulla simpatia e non sulla prestanza fisica. Anni fa uscì persino un articolo in cui un gior­nalista si chiedeva che cosa avesse di speciale questo Jerry Calà per avere sempre donne bellissime. Come dar­gli torto, se pensiamo a Mara Venier, Marina Suma o Nina Soldano? Diciamo pure che non mi sono mai fatto mancare nulla!».

Anche oggi hai al tuo fian­co una donna bellissima, Bet­tina, che hai sposato. Com’è riuscita lei a farti mettere la testa a posto?

«Mi ha regalato voglia di sicurezza, equilibrio e sereni­tà. Avevo desiderio di casa, famiglia e futuro. Con lei è stato davvero un colpo di fortuna, oltre che di ful­mine! La prima volta che l’ho vista, mi sono detto: “Ecco quella giusta!”. Sapevo che sarebbe sta­ta lei la madre di mio figlio. Lei, a differenza di altre donne, non ha mai ten­tato di cambiar­mi. Con Bettina sono davvero me stesso. E questo è fondamentale, visto che molte donne cercano di pla­smarti secondo i loro desideri e poi, una volta che ci sono riuscite, non le piaci più».

Considerata la tua fama da latin lover, durante il cor­teggiamento Bettina si fida­va di te?

«Affatto, tanto più che tutti i suoi amici hanno fatto qual­siasi cosa per farla desistere dall’intento di mettersi con me. Sembravamo un po’ Renzo e Lucia, avevamo tutti contro. Ma alla fine quel matrimonio s’è fatto».

Hai mai pianto per amore?

«È capitato a tutti, anche a me. Se devo fare un piccolo bi­lancio, però, forse ho fatto più piangere (ride, ndr)».

Tuo figlio Johnny, che ha solo 11 anni, è già un piccolo artista.

«È una “Youtube star” e un suo video, che ho filmato io e in cui si cimenta con una pa­rodia di Gangnam Style, da lui ribattezzata “Odio la scuola st­yle”, ha avuto più di trecento­mila visualizzazioni nel giro di pochissimo tempo. Se dovesse continuare a coltivare la sua vena artistica, io ne sarei ben contento. Ha talento anche nel calcio e attualmente gioca con i pulcini del Chievo Verona».

Preferiresti per lui una car­riera da artista o una da cal­ciatore?

«Sarei più felice se facesse l’attore. Quella del calciatore è una carriera breve e persino più stressante di quella dell’artista. Però mio figlio potrebbe co­munque trovare spazio in una trasmissione sportiva, visto che sa e discute di calcio come un esperto».

Tu e tua moglie Bettina ci pensate mai all’eventualità di regalargli un fratellino o una sorellina?

«No, ormai ho una certa età (ride, ndr). E poi Johnny vale già per tre!».

È già alle prese con le pri­me cotte amorose?

«È ancora nel periodo in cui il suo mondo è rappresentato dai videogiochi, dagli amici e dallo sport. Ma tra un po’ arri­verà anche per lui quel fatidico momento…».

Recentemente sei stato in trasmissione da Mara Venier, con la quale hai condiviso un’importante pagina della tua vita e a cui ti lega ancora oggi un grande affetto…

«Mi sono divertito tanto, è stato bellissimo stare lì. La sua è un’ottima trasmissione e ogni settimana se la batte in termini di ascolti con un’altra mia ami­ca, Barbara d’Urso. Insomma, la domenica faccio zapping e cerco di seguire entrambe».

 

Luigi Miliucci per Vero

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