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Tutto Sanremo nel mirino dei critici

Sanremo-2014

 

La tradizione è salva: come annunciato dal padrone di casa Fabio Fazio, le canzoni del Festival di Sanremo 2014 saranno all’insegna dei sentimenti. Quindi, ascolteremo in gran parte canzoni d’amore. Tutto sommato è sempre andata più o meno così e non è il caso di storcere il naso oppure di lamentarsi per la scarsa attenzione all’attualità. Affinché una canzone sia definibile  “riuscita”, contano melodia, ritmo e interpretazione più che l’argomento. E, comunque, ci sono molti modi per parlare d’amore. Può essere la relazione clandestina di Vivendo adesso, scritta da Elisa e cantata da Francesco Renga che raddoppia con A un isolato da te, in cui pone la domanda cruciale: “Hai mai sentito dire che l’amore vive a un isolato da te?”. C’è l’amore romantico cantato dalla grande voce di Antonella Ruggiero (un gradito ritorno in scena) e la riflessione sulle relazioni finite e su quelle che arriveranno in Lentamente di Arisa. Oppure le alternative di Ron, che con Un abbraccio unico parla di amore come bisogno naturale, o di Renzo Rubino, concentrato sulla malinconia dell’addio in Per sempre e poi basta. La novità Riccardo Sinigallia, invece, affronta gli argomenti del cuore in Prima di andare via con stile da cantautore (“in tasca l’estate con una riga sui sentimenti”) mentre Noemi con Bagnati dal sole prova a far andare d’accordo canzone d’amore italiana e pop elettronico. Nel tuo sorriso di Francesco Sarcina parla di un altro tipo di amore, quello del padre per il figlio, un tema che aveva portato fortuna ai Modà nella scorsa edizione. L’unica degli outsider Perturbazione affronta invece il tema sentimentale in chiave ironica.

mario luzzatto fegizIn questa tempesta sentimentati, vissuti oppure pensati, ci sono canzoni destinate a rimanere o a far discutere? Abbiamo chiesto a Mario Luzzatto Fegiz, firma storica del Corriere della Sera e veterano del Festival, di indicarci le cose più interessanti di questo Festival e la prima menzione va alla novità di Raphael Gualazzi in coppia con il produttore dance Bloody Beetroots, che ha ottime carte da giocarsi con Liberi o no: «Colpisce per la grande modernità ritmica, per la spettacolarità e per la capacità di allontanarsi dai suoni retrò, cosa che ad esempio non riesce a fare Arisa. Potrebbe anche puntare alla vittoria», spiega il giornalista. Insomma, una bella idea musicale. Se invece cercate canzoni d’amore, di Gualazzi puntate sull’altro brano in concorso, Tanto ci sei.

La seconda segnalazione di Luzzatto Fegiz va a Invisibili di Cristiano De André: «è un testo molto forte, che riguarda anche il suo contesto familiare». In effetti, è difficile non pensare al rapporto con una personalità fortissima come quella del padre Fabrizio davanti a un testo che recita: “Tu camminavi nell’inquietudine, e la mia incudine era un cognome inesorabile, un deserto di incomunicabilità. Tu eri fortissimo a inventarti la realtà, io liberissimo di crederla o non crederla”.

La terza preferenza di Fegiz va a Pedala di Frankie Hi-NRG «perché è un pezzo ironico e filosofico, quasi una continuazione ideale di Vecchioni». Almeno in questo caso, però, le questioni di cuore c’entrano poco, qui si parla della vita come di un viaggio metaforico in bicicletta. Che recita così: “Scriviamo la nostra storia usando biciclette, inseguendo la memoria su strade molto strette”. Infine, il critico segnala anche Giuliano Palma «per la capacità di interpretare brani freschi e orecchiabili». Va detto che la sua Così lontano è firmata anche da Nina Zilli e piacerà probabilmente agli ascoltatori meno tradizionalisti. Questi i giudizi dell’esperto. Ognuno, poi, avrà la sua canzone preferita. Di certo la prima sorpresa, all’Ariston, saranno le due canzoni di Giusy Ferreri, le uniche a non essere state presentate alla stampa anticipatamente e quindi ad arrivare sul palco di Sanremo come novità assoluta. Per il resto, la macchina è pronta a partire, con la solita prevedibile coda di critiche e (magari) polemiche. Probabilmente non di scandali: in tempi di crisi, c’è voglia di leggerezza e di certezze rassicuranti. E, ovviamente, di amore.

 

Paolo Giovanazzi per Stop

Chi è Paolo Giovanazzi

Giornalista, si occupa di musica da quindi anni e ha collaborato con varie testate musicali e non. Ha collaborato alle due edizioni del volume 24.000 dischi (Zelig) e ha pubblicato per Giunti il libro “Vasco in concerto” (scritto con Fausto Pirito) e per Aliberti “Michael Jackson. Troppo grande per una vita sola”; “Paolo Conte. Il maestro è nell’anima”; “Lady Gaga. Ai confini della gloria”, “Lucio Dalla. Una vita a modo mio”.

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