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Scandali a Palazzo, il fascino del Potere

 

 

Lui, lei e l'altra
Lui, lei e l’altra

I francesi l’hanno presa a modo loro: un videogame del genere “aiuta Hollande a raggiungere Julie Gayet”. E le proteste di un concessionario che chiedeva come mai Francois Hollande andasse a trovare segretamente l’amante attrice usando uno scooter Piaggio anziché Peugeot. Perché va bene il tradimento, ma la patria prima di tutto. Naturalmente il dramma non è mancato, con il malore della compagna del Presidente, Valérie Trierweiler, che ha avuto un malore alla diffusione della notizia e che, poco prima, avrebbe rivelato al segretario generale dell’Eliseo di sentirsi fortemente umiliata di fronte a tutta la Francia. Ma, mentre Hollande grida alla privacy violata, i transalpini ci hanno già fatto il callo. D’altra parte, con il suo predecessore, Nicolas Sarkozy, avevano assistito al cambio di first Lady, con l’uscita di scena di Cecilie e l’entrata all’Eliseo della modella Carla Bruni. Ma, più o meno, sono storie che accompagnano molto spesso i vertici della politica internazionale.

Monitca Lewinsky
Monitca Lewinsky

Il più noto, per le conseguenze che comportò, fu quello della stanza ovale di Bill Clinton.  bill clinton

Lo scandalo scoppiò nel gennaio del 1998. Il presidente americano viene accusato di aver avuto una relazione con una giovane «stagista» della Casa Bianca, Monica Lewinsky, all’epoca 24enne impiegata presso il Pentagono e oggi psicologa. Com’è noto, Clinton pose la questione in una maniera che a noi lasciò di stucco: disse che si era trattato di un “mero rapporto orale”, non un vero e proprio tradimento secondo la religione battista cui apparteneva. Di certo l’aver negato rapporti sessuali lo portò ad un’accusa per impeachment, da cui finì assolto. L’appendice più morbosa di questa storia la raccontò in un libro il generale Hugh Shelton, che narrò come Clinton, il giorno successivo allo scandalo Levnisky, non trovasse più i codice di attivazione per gli attacchi nucleari. Ma Clinton non fu certo il solo Presidente a finire in imbarazzo per una storia di letto: già Thomas Jefferson, padre della Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti, fu accusato di avere una relazione con Sally Hemings, una delle sue schiave, di 30 anni più giovane, quando ormai era vedovo. Una ricerca sostiene che ne nacque almeno un figlio. Grover Cleveland, presidente due volte alla fine del XIX secolo, venne accusato di avere un figlio illegittimo. E lui rispose: «Non penso che il popolo americano voglia un eunuco alla Casa Bianca». E pure Dwight Eisenhower finì nel mirino dei pettegolezzi, che lo  colpirono per una presunta relazione con Kay Somerville, già sua autista durante la Seconda Guerra Mondiale. Su Kennedy ci fu addirittura l’ipotesi che una sua relazione fosse al centro della morte di Marilyn Monroe . Perché John Fitzgerald Kennedy è stato forse il presidente Usa più donnaiolo della storia. A lui vennero attribuite diverse relazioni extraconiugali. Secondo alcune recenti rivelazioni, pare che Jfk amasse sguazzare tutto nudo nella piscina della residenza di Pennsylvania Avenue con accanto un paio di “fidate collaboratrici” molto formose soprannominate Fiddle e Faddle. In un libro del 1996, “Jack and Jackie- Ritratto di un matrimonio americano”, Christopher Andersen, ipotizzò fleurt di Jfk addirittura con Audrey Hepburn, Lee Remick e Sophia Loren (quest’ultima smentì subito). Ma, ovviamente, la sua più celebre relazione fuori dal matrimonio è quella con Marilyn Monroe, scomparsa il 5 agosto 1962. Proprio sulla morte di quest’ultima si accesero i dubbi su chi pensava che non fosse davvero deceduta per “suicidio per overdose da barbiturici”. È comunque probabile, per alcuni biografi dell’attrice, che quella notte diverse persone fossero entrate in casa di Marilyn, per cancellare ogni traccia delle sue relazioni, all’epoca segrete, con il Presidente John Kennedy, ma pure con il Ministro della Giustizia Robert Kennedy, ossia, suo fratello.

 

Ma, in materia, l’Italia non è affatto da meno. E non da oggi.

Ma bisogna riscoprirlo nella memoria di Sergio Rizzo e Gianantonio Stella, che ne La Casta  raccontavano le gesta dell’onorevole Matteo Tonengo, uno che voleva entrare gratis al bordello con la tessera da parlamentare. Se il fatto non passò clamorosamente ai posteri perché in quei tempi la prostituzione era materia da morale corrente, diverso è ciò che accadde nel 1953, quando fu trovato sulla spiaggia di Capocotta il corpo di una giovane, Wilma Montesi. Qualche mese dopo una donna raccontò che Wilma era morta forse per overdose nel corso di un’orgia a casa del marchese Ugo Montagna, alla quale aveva partecipato il musicista Piero Piccioni. E cioè il figlio del potente ministro degli Esteri Attilio, destinato ad ereditare la guida di De Gasperi alla Dc. Fu il primo clamoroso caso mediatico, coinvolse dodici imputati, tra cui anche il questore di Roma, accusato di voler insabbiare il caso. Ma vide tutti assolti con formula piena. Il caso rimase irrisolto, ma la stella di Attilio Piccioni smise di brillare e perse la corsa ai vertici del partito, vinta da Fanfani. Passò qualche anno e il ministro dell’Interno Fernando Tambroni, scoprì che qualcuno stava indagando sul suo rapporto con l’attrice Sylva Koscina. Era il 1959 e già si parlava di servizi segreti deviati. Ma per rivedere in tribunale veri e propri sexgate si dovrà aspettare mezzo secolo. Per decenni infatti gli scandali sessuali si moltiplicarono, ma si basarono su presunti dossier e voci velenose, sufficienti comunque a incrinare carriere altolocate. Mario Scelba, ad esempio, si trovò sopra ad un giornale in sua foto innocente in compagnia di una donna che non era sua moglie. Nella politica di oggi una vicenda così si chiuderebbe al massimo su un’Isola dei Famosi o in un salotto televisivo. Ma in epoca in cui anche il sospetto di un adulterio era sacrilegio, bastò questo a fermare la rincorsa di Scelba al vertice della Dc. L’ultimo grande scandalo che mise insieme il binomio sesso e politica fu l’elezione della pornostar Ilona Staller nelle fila dei radicali nel 1987, che pareva mettere la parola fine alle campagne moralizzatrici della Casta. moana

Tanto che l’astro nascente dell’hard Moana Pozzi poteva presentarsi alle elezioni con il Partito dell’Amore e pubblicare a proprie spese un libro, “La filosofia di Moana”, in cui dava le pagelle ai suoi amanti. Tra cui un sette e mezzo al “politico” che rivelò essere successivamente Bettino Craxi, uno che le aveva dato una mano, disse, a fare tv. Cose che succedono. Ma era il 1991 e in Italia presto ci si sarebbe preoccupati di altro, perché  stava per scoppiare Tangentopoli. Presto sarebbe infatti arrivata la seconda Repubblica. Con i suoi scandali sessuali, tutti finiti, stavolta, nel tritacarne giudiziario. Dal pruriginoso libro “Membri di partito” della pornoattrice Rossana Doll nel 1995, a inchieste clamorose di un decennio più tardi, quando paparazzi ultrattrezzati, intercettazioni e tecnologie digitali, webcam e telefonini, iniziano a far scricchiolare un sistema. Le storie sono tante e lunghe e giungono fino al clamoroso Rubygate, le famose notti del bunga-bunga, feste normali per la difesa di Silvio Berlusconi, festini a base di sesso per l’accusa.

Ruby rubacuori alla discoteca Karma di MilanoDel bunga- bunga è stato detto praticamente tutto. Nelle 330 pagine di motivazioni di sentenza che hanno visto condannato in primo grado il leader di Forza Italia a 7 anni per concussione e prostituzione minorile ci sono nomi di star e soubrette che avrebbero partecipato ai presunti festini a luci rosse. La vicenda di Hollande, da noi, non avrebbe probabilmente scandalizzato nessuno.

 Manuel Montero

 

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