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Tornati liberi e scomparsi dalle cronache

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Prima di Pietro Maso è toccato a Ruggero Jucker lasciare il carcere definitivamente. Lo trovarono completamente nudo per strada la notte del 20 luglio 2002, mentre gridava «Sono il diavolo, sono Bin Laden». Jucker, Popi per gli amici, rampollo di una delle famiglie più in vista di Milano, cinque giorni dopo aver compiuto 36 anni, qualche minuto prima aveva aperto in due il corpo della fidanzata Alenja Bortolotto, che sognava una laurea in scienze politiche e un futuro da mamma. Ventidue colpi sferrati con un sushimi boucho, un coltello giapponese per tagliare il pesce, prima di uscire, esausto, per la strada. Un brandello del fegato della ragazza fu trovato in cortile. Condannato in abbreviato a 16 anni, ottenuti i benefici dell’indulto e gli sconti di pena, è uscito a gennaio, dopo 10 anni e mezzo. In tutto questo periodo è rimasto in silenzio e lo ha fatto anche una volta uscito dal carcere. Come lui altri, autori di efferati delitti. guidoNel 2009 anche Gianni Guido, uno dei tre autori del massacro del Circeo del 30 settembre 1975, in cui morì Rosaria Lopez e Donatella Colasanti si salvò per miracolo, ha lasciato la prigione. E da allora è scomparso dalle cronache. Scrissero in effetti i giudici che Guido era stato autore di un “silenzioso pentimento”. Ma, in entrambi i casi, non sono mancate le polemiche sulla brevità della pena espiata.

 

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