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Morire di Stato- Storia infinita di tasse e parassiti

Lo Stato illusionista

 

Esce Lo Stato illusionista, libro di Cristian Merlo che fa a pezzi la “mitologia” dello Stato, alimentato da inganni e clientele.  Pubblichiamo, in anteprima, la prefazione di Leonardo Facco.

 

“Lo Stato è quella finzione attraverso la quale tutti cercano di vivere alle spalle di tutti”. Quando Frédéric Bastiat sintetizzò in così poche parole il senso del Leviatano eravamo ancora nella prima metà dell’Ottocento, ergo ben lungi da quel sistema di costrizioni, tasse e regole che imprigionano gli individui del Terzo millennio. Eppure, l’impareggiabile saggista francese è ancora oggi un punto fermo per chi vuole avvicinarsi alle idee libertarie.

Quando ho letto “Lo Stato illusionista” – titolo originale propostomi dall’autore – non ho potuto fare  a meno di tornare indietro di quasi due secoli e ripensare a quel “Ciò che si vede e ciò che non si vede” dell’agire statalista e pianificatore, di cui Bastiat ci aveva avvisato per tempo. Ho apprezzato lo scritto di Merlo per diversi motivi:

1- La prosa, non semplice, è quella dello studioso accanito ed attento, che sa bene che per incidere con profondità nel pensiero collettivista è necessario non mostrare il fianco ai “nemici della libertà”;

2- L’indagine che sviluppa lungo tutto il testo è quella di chi sa bene che il rigore teorico non è un optional per chi si professa individualista e mercatista;

3- Quello che avete in mano è il prosieguo del suo primo libro, “Tasse: come ci imbrogliano e ci rapinano”, che mi ha permesso di scoprire, e stimare, l’autore.

“Una storia infinita di tasse e parassiti” – il sottotitolo di questa pubblicazione – fa entrare di diritto questo lavoro tra i preferiti della mia collezione di editore, ormai lunga 16 anni, di testi dedicati alla difesa delle libertà individuali. In questi tempi di caccia alla streghe contro “l’evasore fiscale”, inoltre, Merlo rimette le cose al suo posto, mostrando con chiarezza chi sono i criminali in questa società, dove il “Truman show” all’italiana continua imperterrito, dove l’infame propaganda di regime contro l’evasione fiscale è devastante. Ormai siamo al punto che non bastano gli spot televisivi in cui compare un parassita con la faccia da politico, non basta nemmeno l’esercito di “utili idioti” sparsi qua e là nell’etere a raccontare che “le tasse servono a dare i servizi”, oppure che “andrebbe abolito il contante”. No, da qualche tempo sono i bambini ed i ragazzi il vero target del Leviatano, quelli a cui infilare nella testa preconcetti utili all’obbedienza dello Stato gabellatore, quelli a cui inoculare il germe della schiavitù fiscale e politica.

Merlo infila il suo bisturi in tutti questi “fattori  che alimentano le illusioni e le conseguenze nefaste” del potere – del tutto arbitrario – di alcuni uomini su altri uomini, per cui nemmeno l’intoccabile democrazia sfugge alla critica di questo saggio, che non ha timore nel sostenere che la democrazia è la lotta all’ultimo coltello tra fazioni contrapposte per il bottino, seguendo la cosiddetta legge della giungla, se non fosse che nella giungla non avvengono le nefandezze e le porcherie che ci sono, in maniera costante e abominevole, sotto il regime democratico. Dove quello che dice di fare il tuo bene e di curare gli interessi generali è lì solo per spennarti e fare i suoi propri (sporchi) interessi a danno di tutti.

Ricapitolando, la democrazia, nelle pagine a seguire, appare un po’ diversamente da come la raccontano certi figuri italici. Essa è la dittatura dei più forti e corrotti contro i più deboli e ingenui; è una lotta fra caste che si caratterizza per un contrasto permanente tra gruppi di parte (che per questo si chiamano partiti), che vogliono prevalere l’uno sull’altro, perché solo prevalendo possono dominare tutti (questo è il dogma della democrazia) ed estorcere risorse da tutti.

Il criterio distintivo di tutto ciò che si oppone alla democrazia-dittatura è questo: pensare con la propria testa e agire in piena libertà (senza essere danneggiati o ostacolati da chicchesia; e questo vale per tutti non solo per i potenti di Stato). Questo e l’unico modo per fuoriuscire dalla demo-scemenza e dalla demo-tirannia.

Come scrive Merlo, dentro la grande finzione statale, invece, succede “di fatto che il tax-payer non possa utilizzare in proprio le risorse legittimamente guadagnate, per indirizzarle verso quegli impieghi che egli ritenga più meritevoli, in termini di efficienza, di economicità e di desiderabilità delle scelte, e per procurarsi consapevolmente ciò che lui stesso (e non un burocrate terzo) stimi essere un beneficio effettivo, degno di essere acquisito, in virtù delle capacità di questo di soddisfare le sue specifiche aspirazioni personali, materiali od immateriali che siano”. In pratica, una rapina quotidiana a cui è bene dire basta!

 

Cristian Merlo, nato nel 1976, si è laureato in Politica Economica, presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Milano, discutendo la tesi: “La “riscoperta” della Scuola Austriaca in Italia: il contributo di Bruno Leoni”. E’ collaboratore de l’Indipendenza e lavora da anni nel settore del credito, occupandosi di organizzazione e normativa bancaria. È da sempre un appassionato cultore di tutto ciò che verte attorno al mondo del liberalismo e del libertarismo, specie sotto il profilo dell’analisi giuridica ed economica. Attualmente collabora con il Movimento Libertario e con l’associazione Ludwig von Mises Italia. È autore, tra gli altri contributi, di “Tasse: come ci imbrogliano e ci rapinano. Indagine attorno alla natura arbitraria e agli effetti perversi del fenomeno impositivo” (Lampi di Stampa, 2009).

 

Info:

Lo Stato illusionista di Cristian Merlo;  Leonardo Facco Editore – Movimento Libertario; 10 euro.

Per prenotarlo inviare una mail a leonardo.facco@tiscali.it

 

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