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SCRITTORI PULP CERCASI

Continua anche sul prossimo numero di Cronaca Vera, in edicola martedì 9 aprile, la selezione dei racconti noir e pulp di autori emergenti.  Tocca a Christian Antonini. Vi anticipiamo la prima parte.

Per mandare i vostri: cronacavera@kqnet.it

Buona lettura.

christian antonini

La via per il cuore di un uomo passa dal cielo

Christian Antonini

“Andiamo da me, dopo?” chiese speranzoso Antonio. “Ci facciamo due spaghetti, un DVD… Sarebbe bello stare ancora un po’ insieme.”

“No” rispose Laura. Gli occhi tristi erano due pozze scure nelle luci dell’abitacolo. “Ho un  altro esame, sabato. Forse è meglio se torno a casa e studio, eh?”

Lui si allacciò la cintura di sicurezza e cominciò i controlli pre-volo.

“Sicura? È successo qualcosa?”

“Forse stiamo andando un po’ in fretta. Non credi?”

“In fretta? Dopo quattro mesi?”

“Non avremmo dovuto. Sul lavoro…”

“Il lavoro?!?” sbottò lui. “Minchia, ancora ‘stu cazz’ e’lavoro?” Ogni volta che Antonio si irritava, veniva fuori la cadenza napoletana.

Lei si voltò e guardò oltre il finestrino.

“Quando fai così mi fai incazzare” sentenziò allacciandosi il casco. “Credi sia stato facile arrivare fin qui? Dammi spazio! Anzi… Pensiamo a lavorare, che è ora.”

“E vabbuo’, Sovrintendente Contini! Agli ordini!”

Laura stava per ribattere ma si interruppe. Il portello venne aperto e i due ospiti salirono a bordo. Uno era il cameraman, l’altro doveva essere il giornalista. Si allacciarono le cinture di sicurezza e Antonio li aiutò con le cuffie.

“Buona sera,” disse Laura nel suo microfono e il circuito chiuso trasmise la voce negli auricolari degli altri tre. “Sono il Sovrintendente Pilota Laura Contini. Lui è il Vicesovrintendente Antonio Giannone, il mio copilota. Mai stati a bordo di un elicottero della Polizia?”

Il cameraman, scosse la testa e l’altro si sporse in avanti.

“Prima volta!” disse questi sorridendo. “Mi chiamo Nazzari, vorrei poterla intervistare… dopo.”

“Nessun problema” rispose Laura. “Ma adesso mettetevi comodi.”

Pochi minuti più tardi fece decollare l’elicottero, immergendolo nella pioggia, con il muso verso le luci della città.

 

Dietro Laura e Antonio, il cameraman riprendeva Nazzari durante il discorso di apertura del servizio.

“Amici di Citynews, buona sera. Siamo a bordo di un elicottero Agusta A-109 in forza alla Polizia di Milano, in compagnia di una persona eccezionale. La più giovane pilota d’Italia!”

Nazzari fece un cenno al cameraman, il quale terminò la registrazione. Il giornalista si sporse verso i piloti.

“Qui mettiamo un po’ di immagini di repertorio, con l’elicottero che decolla” spiegò.

Laura non rispose e mantenne lo sguardo sui comandi. Sotto di lei, Milano indossava i suoi gioielli al neon. Le auto in colonna sulla circonvallazione costituivano una duplice collana di perle bianche e rosse, in lento ma costante movimento.

“Sovrintendente, non le crea problemi volare con questo tempo?” le chiese Nazzari.

“No, siamo addestrati. E l’Agusta può operare anche in condizioni peggiori”

“Senta, Contini,” riprese il giornalista, “Adesso passeremmo a parlare di lei, dei suoi studi, della sua carriera e della sua vita prima della Polizia”

“Va bene,” rispose lei, laconica. Inclinò l’elicottero in una virata che portò l’Agusta verso la tangenziale. I due passeggeri si aggrapparono ai sostegni.

Nazzari colse lo sguardo del copilota.

“Sempre così?” domandò ad Antonio solo con il labiale.

La risposta fu un sorriso stirato e un mandare gli occhi al cielo.

 

Cosa gli dico, adesso? pensava Laura.

Il suo corpo si occupava di pilotare e rispondere alle domande, la sua mente volava sulla città, attratta dalle sue luci. Come…

Una falena. Questo le aveva detto suo padre tanto tempo addietro. Siamo come falene. E tutte queste strade e queste case… Questa gente… Loro sono la nostra fiamma. Se ci avviciniamo troppo non si torna più indietro.

Questo era successo al Tenente Contini. La fiamma di Milano gli aveva bruciato le ali. E lo scoppio che lo aveva portato via, udito solo al telegiornale, gli aveva bruciato il volto, tanto da impedirgli un funerale a bara aperta. Tanto da lasciare all’abbraccio della figlia solo il cappello della divisa, bruciato e consunto.

Come faccio a far capire a questo ficcanaso quali sono i veri motivi che ti spingono a una vita così? Si interrogava Laura tra una domanda e una virata. Non mi capisce l’uomo che vorrebbe stare al mio fianco. Come può, uno che non mi ha mai vista prima? Non mi capisco nemmeno io! È solo qui che tutto va bene, in cielo. È qui che sono a casa. Anche se ancora non so perché… Forse perché da qui si possono fermare le cose un attimo prima che accadano? Forse perché da qui posso fare la differenza…?

 

Laura come pilota era eccezionale, Antonio lo sapeva bene. Ma quando non stava lavorando, la donna di cui era innamorato sembrava in balìa degli eventi. Persa, senza meta, senza bussola. Confusionaria e dirompente. Era come se fosse sempre alla ricerca di una nuova rotta e come se tutto quello che aveva intorno stridesse e le desse fastidio. La loro storia era a un punto critico. Antonio aveva provato cercare altre possibilità, ma… Era impossibile non litigarci.

Antonio decise di averne abbastanza: quello sarebbe stato il suo ultimo volo con Laura. Avrebbe chiesto il trasferimento. E probabilmente, poi, l’avrebbe lasciata.

In fondo Laura aveva ragione: avevano corso troppo. Non erano fatti l’uno per l’altra. Di sicuro lui non era fatto per stare con qualcuno che non sapeva cosa fare della propria vita.

Fu allora che giunse la chiamata.

 

(continua su Cronaca Vera 2119, in edicola martedì 9 aprile)

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