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Lino Banfi a Stop: “I rapinatori mi volevano sparare alle gambe”

Nel prossimo numero di Stop, Lino Banfi racconta la rapina subita del suo Rolex.
Nel prossimo numero di Stop, Lino Banfi racconta la sua disavventura.

Vittima di una rapina a mano armata, Lino Banfi racconta nel prossimo numero di Stop, in edicola a breve, la drammatica esperienza vissuta giovedì 21 marzo, verso le 7 di sera, mentre stava rincasando.

«Avevo appena varcato il portone del palazzo in cui abito a Roma», spiega l’attore pugliese, «stavo entrando in ascensore, per salire verso il mio appartamento. Ho allungato il braccio per chiudere la porta e in quel momento due individui mi sono piombati addosso. Uno di loro mi ha puntato la pistola a pochi centimetri dalla testa e mi ha detto: “Dammi l’orologio! Sbrigati Banfi!”».

Lino, hai pensato che fosse giunta la tua fine?

«Come tutti, non ho ballato e non mi sono messo a cantare. Penso che chiunque abbia questa reazione. A un certo punto, vedendo che andavo a rilento, il rapitore armato mi ha messo la pistola vicino alla coscia minacciandomi: “Sbrigati o ti sparo alle gambe!”».

Come si reagisce in situazioni di questo genere?

«Ho risposto: “Calma ragazzi, datemi almeno il tempo di toglierlo”. Dopodiché gliel’ho consegnato e sono scappati via (a tutta velocità con uno scooter, ndr). Sicuramente sapevano che possedevo un Rolex così prezioso».

Portavi quel “gioiello” sempre al polso? 

«Chi ha un orologio così bello (il cui valore dovrebbe aggirarsi sui 24mila euro, ndr) non l’indossa, lo tiene nascosto e ogni tanto “lo fa camminare”. Probabilmente quei due sapevano che quel giorno l’avevo messo. Ma non lo tenevo in bella vista, era interamente coperto dal cappotto».    lino banfi

I rapinatori potrebbero averlo notato dopo un lungo pedinamento?

«Potrebbe anche essere. Questo chi lo sa?».

Hai denunciato subito il fatto alla polizia?

«L’ho chiamata appena sono entrato in casa».

I malviventi hanno agito a volto scoperto?

«Sì. Avevano il casco in testa, ma la faccia era visibile. Gli agenti mi hanno mostrato tante fotografie segnaletiche, ma non ho riconosciuto nessuno».

Sapresti almeno dire di quale nazionalità sono?

«Sono italianissimi».

Furti e rapine di questo tipo sono all’ordine del giorno…

«C’è tanta delinquenza in giro. Andrebbero controllate di più le strade e i centri abitati che sono più a rischio».

Dopo una violenza simile come si vive? Si prendono delle precauzioni?

«Ho ordinato otto lanciafiamme e cinque kalashnikov! Scherzo. Ma quali precauzioni devi prendere? Questa è la vita!»

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