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Perché iniziare questo blog con Beppe Grillo

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Sgomberiamo subito il campo dagli equivoci. Qui nessuno pensa che il Movimento 5 Stelle sia una setta, i suoi elettori dei babbei o altre fesserie di questo genere. Bastava seguire quotidianamente le tappe del tour di Beppe Grillo per rendersi conto di cosa stesse succedendo.

Che lo tsunami elettorale fosse di proporzioni enormi lo comprese probabilmente lo stesso comico solo qualche giorno prima di arrivare a Milano. Stava recitando dal palco il medesimo discorso portato avanti da settimane. E, mentre diceva di voler introdurre il “politometro” per verificare che i politici avessero un reddito  “congruo”, accadde un fatto davvero sorprendente: alla parola “congruo” Grillo fu anticipato dal pubblico, che lo gridò in coro, anticipandone la battuta.

La sapevano a memoria. E da quel coro sembrò stupito pure lui.

Perché nessuna tv aveva mai trasmesso i suoi discorsi integralmente. Se il pubblico li conosceva a memoria doveva per forza averli visti in streaming sulla Rete. Centinaia di migliaia di persone, forse milioni in orari diversi, ma davanti ad un pc e non ad una tv. Una rivoluzione mediatica.

I risultati del M5S hanno prodotto effetti senza che nemmeno si sia cominciato. Riflessi di Pavlov che hanno portato la vecchia politica a parlare finalmente di tagli di costi. E a praticarla parzialmente. A far uscire di scena qualche personaggio scomodo, condannato, discusso. A rimescolare la nomenclatura di fronte ad un Paese ormai esasperato.

Detto questo, di loro non sappiamo molto altro.

Sappiamo che le regole del M5S, insieme a Grillo, le ha scritte, per sua stessa ammissione, Gianroberto Casaleggio, una persona che non è nemmeno citata tra le cariche dello statuto del Movimento.

Sappiamo che gli eletti non godono di una solida base elettorale, come dimostrano le “parlamentarie”, vinte nella stragrande maggioranza dei casi con qualche centinaio di voti.

E sappiamo che infine, nemmeno potranno mai costruirsela, una base elettorale, dati il massimo di due mandati previsti.

Dunque milioni di italiani hanno votato e continueranno semplicemente a votare la “garanzia” di Beppe Grillo, capo politico, ma libero cittadino.

Beppe Grillo sostiene di dire le stesse cose da vent’anni.

In realtà su diverse persone e diversi argomenti, come avremo modo di raccontare, ha cambiato radicalmente idea da una data ben precisa, il 2005, da quando cioè ha aperto il suo blog, un blog che ha portato avanti numerose battaglie più o meno condivisibili – non è questo il punto-, ma che di fatto sono battaglie di “protesta”.

È diventato uno dei blog più letti al mondo e la base del suo consenso.

E, per altri versi, il suo core business, il volano redditizio per pubblicizzare e vendere i suoi spettacoli, i suoi libri, sempre incentrati sulla “protesta”.

Tanto che oggi, se il M5S desse la fiducia ad un qualsiasi Governo che non fosse il proprio e le cose andassero male, sarebbe letteralmente impossibile per il comico mantenere il successo di “protesta” in quello stesso blog e negli spettacoli contro le “caste”.

E questo condurrebbe alla debacle non solo lui,  ma l’intero Movimento.

Beppe Grillo è l’uomo che col suo blog e il suo Movimento ci sta traghettando su un fiume in piena verso la Terza Repubblica. E non potevamo che cominciare quest’avventura in Rete da lui.

Qualche domanda, niente di trascendentale, sul suo blog e le regole del suo Movimento.

Giusto per sapere cosa troveremo sull’altra sponda.

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